Lory del Santo, The Lady: ottavo episodio

Lory Del Santo ci regala l'ottavo episodio di The Lady tra drag queen e nipotini curiosi.


Finalmente è mercoledì. All'orario di cena è uscito, puntualmente, il nuovo capito della saga The Lady, il primo film da regista di Lory Del Santo, diventato ormai un cult tra gli amanti del trash e non solo. Ormai siamo giunti all'ottava puntata e ne mancano quindi solo due al gran finale. Comunque, della trama non si è ancora capita una cippa.

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Ma questo è uno dei motivi per cui amiamo The Lady (e l'ameremo per sempre). Detto ciò, passiamo alla trama di questo ottavo, imperdibile, episodio. Come da tradizione, anche in questa puntata vengono presentati nuovi personaggi (che forse non rivedremo mai più). All'inizio, ad esempio, fa il suo esordio una bellissima modella mulatta interpellata telefonicamente da Lona, The Lady, che ormai sta in fissa perché vuole scrivere un libro sull'amore: Io sono innamorata di un playboy, le confessa la ragazza prima di andare in spiaggia. E qui finisce il suo ruolo. Grazie, ciao.

Altro protagonista della puntata è il nipote della Lady, un ragazzo che nella vita fa il mantenuto da zietta sua. Una sera, dopo averle precisato che vorrebbe un cellulare e un computer nuovo, le dice: "Ciao, vado a ballare coi miei amici" (o qualcosa del genere). Sì, ma non fare tardi! si raccomanda Lona.

Parole al vento. Il ragazzo, sbandieratamente eterosessuale, come tutti gli eterosessuali propriamente detti, finisce a Padova. Al Pride Village di Padova. E ci va da solo. Si era già detto come tutti gli eterosessuali propriamente detti? Beh, val la pena di ribadirlo. Comunque, viene adocchiato da una serie di giovani interessati alle sue grazie e anche da un simpatico transessuale che ci prova spudoratamente con lui. Anche perché una volta che provi le bollicine francesi, non torni più indietro. E questa è la madre di tutte le citazioni, signori.

L'episodio si conclude con Lona che decide di truccarsi in modo più naturale per combattere contro un dato di fatto ben preciso: Siamo tutti posseduti dallo Stato. Quindi bisogna combattere per i diritti delle donne. A partire dal make up.

Ok.

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