Umberto Tozzi: "Non sono un evasore fiscale. Voglio dimostrare la mia innocenza"

Umberto Tozzi ed i guai con la legge

E' un amaro sfogo quello che Umberto Tozzi, ha affidato in esclusiva al settimanale Chi, in edicola, domani, mercoledì 26 novembre, dopo che la corte d’appello di Roma lo ha condannato a otto mesi di reclusione e al pagamento di 800 mila euro di multa per evasione fiscale:

Da cinque anni la Guardia di finanza mi bracca. Alla fine dei miei concerti uomini del corpo mi fermano per fare conti e controlli, mi seguono, mi fotografano, mi trattano come il peggiore dei terroristi, come uno spacciatore, come un criminale. Spendono forze ed energie, e soldi dei contribuenti, per sorvegliare Umberto Tozzi. Io non sono un mostro. Né un evasore fiscale. Io pago le tasse sia in Italia sia nel Principato di Monaco, dove vivo da ventidue anni.

tozzi

Il cantautore si augura di risolvere in tempi brevi questo contenzioso con la legge:

Credo nella giustizia, ma non patteggerò mai. Quando il mio avvocato mi ha comunicato la sentenza, sono ammutolito. Non riuscivo nemmeno a parlare dal dolore che provavo di farla finita con la musica e con la vita. Per fortuna c’è la mia famiglia, che mi ha salvato. Io in Italia non ho nulla. Nemmeno una bicicletta. Non sono come altri artisti, che millantano residenze all’estero. Ho per vicino di casa Max Biaggi e anche a lui hanno fatto tantissimi controlli. Entrambi possiamo testimoniare di aver vissuto nello stesso palazzo per dodici anni. Anche lui si difenderà fino alla fine, senza patteggiare. Voglio dimostrare la mia innocenza. Non dormo la notte con questo pensiero. Non mi sento più orgoglioso di essere italiano. Eppure io al nostro Paese ho dato tanto. Posso anche accettare le difficoltà, le ingiustizie professionali, fanno parte del mestiere. Non accetto, però, questa persecuzione, che mi danneggia mentalmente, mi devasta. Sto anche soffrendo di depressione. Ripeto, è solo grazie a mia moglie se non ho fatto gesti estremi.

Oltre all’affetto della famiglia il cantautore si è anche rifugiato nella fede:

Avevo perso di vista la preghiera, ma un recente viaggio a Medjugorje con l’allenatore dell’Inter Roberto Mancini mi ha fatto riaccendere i contatti con il Cielo. E ne sono felice, felicissimo. Presto promuoverò anche una serie di progetti benefici, ma questo è un altro discorso.
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