Claudia Koll sul suo passato: "Pensavo solo ai soldi e alla fama e avevo amici potenti"

L'attrice in un'intervista a Visto parla anche della sua conversione: "Non capivo il senso della vita, poi finalmente il mio incontro con Dio".

La vita di Claudia Koll si divide in una prima e in un dopo: il prima è quello di quando era un'attrice famosa, con il successo raggiunto con il film di Tinto Brass Così fan tutte, il dopo è quando ha riscoperto la fede, intorno al 2000, e la sua vita è radicalmente cambiata. La Koll ora è impegnata nella direzione dell'accademia romana di spettacolo delle suore Orsoline, la Star Rose Academy (quella di suor Cristina, per intenderci), ma continua anche a portare la sua testimonianza di conversione nelle parrocchie.

È in uno di questi incontri che l'attrice è stata intervistata dal settimanale Visto, che ha riportato alcuni passaggi della sua testimonianza ai fedeli di una parrocchia di Livorno, iniziando dal racconto di quella che era la sua vita passata:

Prima guadagnavo tanti soldi, viaggiavo molto, avevo tanti amici potenti e la fama. Però mi sfuggiva qualcosa, non capivo il senso della vita. Mi chiedevo spesso il perché del mio vivere, e non sapevo mai darmi una risposta. Ero egoista, pensavo solo al lavoro, allo shopping, alla palestra, all'inglese. Insomma, pensavo solo a me stessa.

Una vita, in quel tempo, caratterizzata dalla mancanza della fede, come spiega lei stessa:

Come tanti ragazzi giovani, subito dopo la cresima, ho smesso di andare in Chiesa, poi ho lasciato la facoltà di Medicina che frequentavo e sono andata via di casa per seguire il sogno del mondo dello spettacolo. Ma senza fede muoversi in questo ambiente è difficile.

Una fede, però, poi ritrovata, anche con l'aiuto della sua famiglia:

Per fortuna la mia famiglia, che è sempre stata credente, ha pregato per me, per quasi un ventennio. Così quando nel 2000 ho parlato a mio padre della mia conversione, lui mi ha detto: "Non potevo chiedere così tanto al Signore".

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Alla giornalista che, al termine di questo incontro, le chiede se la faccia soffrire il fatto che le venga sempre ricordato il suo discusso passato, la Koll risponde con decisione:

Assolutamente no. E chi viene ad ascoltare le mie testimonianze se ne accorge.

Una scelta, quella di abbracciare con trasporto la fede, che ha ovviamente inciso sulla sua vita, dal fatto di non essere mai diventata madre al fatto di non avere al suo fianco un compagno. Ma Claudia, alla soglia dei 50 anni, non soffre per nessuna delle due cose:

In realtà io in qualche modo ho vissuto l'esperienza della maternità: ho in affido un ragazzo che viene dal Burundi, e che ho incontrato durante i miei viaggi in Africa. Insomma, è come se fossi diventata mamma in modo diverso dal consueto ma, forse, ugualmente importante: sono diventata un punto di riferimento per tante persone.

Non avere un uomo al suo fianco, poi, l'aiuta a sentirsi più concentrata nel suo obiettivo di sentirsi sempre più vicina a Dio:

Perché per lavorare veramente per il Signore ci vuole una libertà che l'impegno affettivo ti toglie. Questo almeno lo intuisco. Certo, questo non vuol dire che non possano esserci delle coppie missionarie che testimoniano la fede nel Signore. Però, per quel che mi riguarda, se vuoi veramente dare la tua vita al Signore devi concentrarti.

Insomma, una Claudia Koll completamente diversa rispetto al passato, ma anche molto più felice.

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