Il suo ultimo lavoro è L’anima vola, la cui versione deluxe esce il 17 novembre: Elisa è pronta a ripartire in tour che farà tappa sia in Italia, che all’estero. Mamma di due bimbi (Emma 5 anni e Sebastian 16 mesi, ndr), dice di loro:

I miei bambini stanno curando certe mie vecchie ferite. Faccio fatica a parlare di questo. Il fatto è che ho avuto un’infanzia difficile. Con un padre, diciamo, imprendibile. Sono cresciuta in una famiglia tutta storta. È stata dura.

E continua dichiarando a Grazia, il settimanale diretto da Silvia Grilli – in edicola domani, giovedì 13 novembre:

Avevo valanghe di rabbia, fiumi, oceani”. “E la rabbia non passa mai”, dice Elisa. “Impari a controllarla. Ma senti che scatta dentro di te. Magari non muovi un muscolo, non dici niente. Ma sai che lei ha fatto “clic” ed è partita. È sempre lì. Per questo mi fa ridere l’immagine che circola di me: una donna dolce, la ragazza della porta accanto. È vero sono anche così. Ma in me vive tutto questo tumulto.

E conclude dicendo:

Ora dico una cosa che non è per niente da rockstar, ma me ne infischio. Da mesi ho comprato tele e pennelli perché voglio rimettermi a dipingere. Ma non ce la faccio. Perché ho sempre in testa quelle “vocine di merda” che mi dicono: “Vergogna! Sei una madre, vergogna! Lasci a casa i tuoi figli per venire qui a imbrattare una tela”. Insomma: riesco ad autorizzarmi a scrivere e comporre musica, perché questo è il mio lavoro. Tutto il resto non ho il coraggio di farlo.

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