Rocco Pietrantonio dopo la separazione: "Ho toccato il fondo: ho dormito in macchina e alla stazione"

Dopo la fine del matrimonio con Claudia Boldi la vita di Rocco Pietrantonio è caduta in pezzi, come racconta a Chi.

Il matrimonio tra Rocco Pietrantonio e Claudia Boldi, dopo due anni e una figlia, è finito in pezzi. E questo lo sappiamo. Oggi però, grazie allo sfogo del giovane raccolto da Gabriele Parpiglia su Chi, sappiamo che il matrimonio non è l'unica cosa finita in pezzi: l'intera vita di Pietrantonio, infatti, sta attraversando un momento disastroso, tanto che per un periodo ha dovuto arrangiarsi a vivere tra la macchina e la stazione di Milano:

Sono pronto a raccontare tutto: fa parte del gioco. Però, prima mi faccia dire una cosa: quando perdi un genitore, tuo padre, il tuo punto di riferimento, e poi cerchi di ritrovare quelle sicurezze da altre parti, finisci per sbagliare. Finisce che ti ritrovi a dormire in macchina o a farti la barba nel bagno della stazione. Da solo.

Inizia così il tragico racconto di Rocco, che ripercorre poi la nascita dell'amore con Claudia:

L'ho conosciuta nel peggiore momento della mia vita: avevo perso mio padre, la mia guida, il mio tutto. Incontro Claudia, conosco i suoi e sento di nuovo il calore di una famiglia. Ci innamoriamo: lei resta incinta e io decido di sposarla perché sono all'antica, perché mio padre Francesco avrebbe voluto così.

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E a questo punto risponde a chi lo ha sempre accusato di essere stato affascinato, più che da Claudia, dal suo cognome, Boldi:

No, ci siamo amati a prescindere dallo status sociale. Claudia sapeva che io non avevo un euro in tasca: da mio padre avevo ereditato anche i debiti, ma io lo adoravo lo stesso. Comunque io ho amato Claudia, non "la Boldi". Lo scriva, la prego.

Ma l'amore poi è finito:

Poco tempo dopo il parto, otto mesi fa, il nostro rapporto si è trasformato. Non ci siamo più cercati. L'amore si è trasformato in affetto. Così, questo autunno ci siamo detti: "Mettiamo fine a questa farsa". Me ne sono andato di casa: quattro giorni in giro per Milano da solo, perché in questi due anni di 'isolamento' avevo perso tutti i miei amici. Poi ho preso la macchina e sono tornato a Bari da mia madre, che oggi si è rifatta una vita con un nuovo compagno.

Ora, quindi, Rocco un tetto sopra la testa ce l'ha: quello del compagno di sua madre. Ma spera di potersi ricostruire una nuova vita, soprattutto per amore di sua figlia Mia, coltivando al tempo stesso il suo grande sogno:

Ripartirò da zero, per dare da mangiare alla mia bimba e per inseguire il sogno: quello di fare l'attore. Mi creda, io sono bravo. E sognare, sognare fino alla morte, non è reato. Certo, di sogni non si vive: vorrà dire che, aspettando l'opportunità, troverò qualsiasi lavoro per garantire un futuro a Mia.

Ci riuscirà?

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