Caso Madia, Alfonso Signorini da Fazio: "È stato un titolo sbagliato"

Il direttore di Chi sceglie il salotto del sabato di Rai 3 per fare ammenda sull'increscioso incidente del gelato.

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Il caso del gelato mangiato dal Ministro Marianna Madia e strillato dal settimanale Chi con un titolo indecente ha tenuto banco per tutta la settimana, ponendo il direttore del giornale Alfonso Signorini al centro delle polemiche per la sua scelta editoriale. Nonostante l'iniziale difesa del proprio lavoro il direttore è stato messo sotto provvedimento disciplinare da parte dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia.

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Alfonso Signorini ha però deciso di fare ammenda per la scelta eufemisticamente infelice della sua linea editoriale e, in qualità di direttore di Chi, è andato ospite del salotto di Che Fuori Tempo Che Fa dell'8 Novembre, l'edizione del sabato del programma di Fabio Fazio durante il quale ha pubblicamente chiesto le sue scuse per il titolo del servizio dedicato a Marianna Madia.

Non posso difendere l'indifendibile, ho avuto modo di riflettere: era un gran brutto titolo. Ho letto delle cose... Era lontano da me essere sessista. Il linguaggio del gossip è irriverente, ma quello era un titolo sbagliato: se ho offeso la sensibilità delle donne chiedo scusa. Bisogna avere l'onestà intellettuale di riconoscere di avere sbagliato.

Alfonso Signorini è apparso sinceramente dispiaciuto e ha poi spiegato quale sia la reale difficoltà di lavorare nel mondo del gossip, perché mantenere l'equilibrio tra il pubblico del personaggio e il privato della persona è estremamente difficile, dato che il confine tra le due aree è molto labile (ma ci faccia essere cattivi, direttore: ricordare il suo scivolone sul caso di Veronica Lario è un attimo).

Il lavoro del gossip è un lavoro di funambolismo, mi è capitato alcune volte -e in questo caso lo è- e poi precipiti. È vero che c'è, e questo il mondo del gossip lo sfrutta, un compiacimento nel doversi mostrare. Anche le persone più insospettabili usano il mondo del gossip e la ribalta che può offrire a proprio consumo. Ci vorrebbero delle norme, in questo senso l'Italia è un terreno brado.

Discorso chiuso o ennesimo capitolo della questione?

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