Robin Williams, l'autopsia conferma: si è suicidato

Si è tolto la vita. Robin Williams si è suicidato.

La conferma definitiva in arrivo dall'inevitabile autopsia. Robin Williams si è suicidato. Morto lo scorso 11 agosto, l'attore Premio Oscar è morto per asfissia, impiccandosi con una cinta. A chiudere il 'caso' il medico legale della Contea di Marin, che ha negato la presenza di alcool e droghe nel sangue del divo. Da subito era apparso chiaro quanto avvenuto.

Susan Schneider, moglie di Williams, aveva parlato di una forte depressione che aveva travolto l'attore, a causa anche del morbo di Parkinson appena diagnosticatogli. I primi sintomi nel 2011, con un tremolio del braccio sinistro e il rallentamento dei movimenti della mano sinistra. Nel maggio del 2014 aveva dato il via alle cure, se non fosse che le difficoltà sul set e la chiusura di una serie tv a cui aveva deciso di partecipare, The Crazy Ones, lo avevano definitivamente condotto sul baratro.

Robin Williams

Nel sangue dell'attore sono state trovate tracce di due tipi di antidepressivi, oltre ai farmaci per il Parkinson e un po' di caffeina. Tagli superficiali sui polsi avevano alimentato ancor di più l'ipotesi del suicidio. Prima di togliersi la vita Robin aveva messo diversi orologi in un calzino, affidandoli poi ad un destinatario sconosciuto affinché li custodisse. Le autorità preoposte avevano chiesto alla moglie Susan Schneider se Williams si fosse ucciso per sbaglio, durante un gioco erotico, ma la donna smentì categoricamente l'ipotesi, anche se l'attore aveva preso parte ad un film, World's Greatest Dad, in cui il figlio del protagonista muore proprio per asfissia erotica. Una scena difficile da interpretare, per Robin, emotivamente parlando. Ma non emulata. Williams voleva semplicemente morire.

Fonte: UsMagazine

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