Caso Madia, Alfonso Signorini: l'Ordine dei Giornalisti apre un procedimento per il servizio su Chi

La motivazione è "palese violazione delle norme deontologiche sulla privacy e per fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale".

E' sicuramente la notizia del giorno: Marianna Madia, Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione nel Governo Renzi, ogni tanto mangia un gelato. Certo, non ci sarebbe nulla di epico se il servizio fotografico in questione, pubblicato su Chi non avesse avuto come titolo un allusione sessuale che perfino i camionisti ubriachi negli Autogrill dell'Autosole troverebbero volgare:

Ci sa fare con il gelato!

Il direttore del settimanale, Alfonso Signorini, ha subito pubblicato su Twitter la risposta preconfezionata o preparata con cura in anticipo, prevedendo le forti critiche:

Calippo sì. Gelato no? Due pesi e due misure.

Il riferimento, ovviamente, è al famoso video di TeleCafone con protagonista una giovanissima Francesca Pascale, attuale compagna di Silvio Berlusconi (e tutto torna).

E' scontato affermare che il paragone non sta in piedi: il commento ironico sul video di Francesca Pascale, realizzato per una tv locale napoletana, è tollerabile per il contenuto del video palesemente trash. E lo stesso discorso vale anche per il calendario di Mara Carfagna, ex Ministro delle Pari Opportunità, e per le autoreggenti di Michela Vittoria Brambilla, ex Ministro del Turismo, casi tirati in ballo dallo stesso Signorini (e anche in questo caso, tutto torna).

Se un contenuto è trash, l'ironia è lecita.

Signorini, intervistato da Giorgio Mulè, ha anche detto:

Io aderisco a una scuola di pensiero secondo cui la malizia sta negli occhi di chi guarda e non di chi la fa.

Appunto.

Il video trash della Pascale, le autoreggenti della Brambilla e il calendario della Carfagna non sono maliziosi agli occhi di chi guarda.

Sono maliziosi e basta.

Mangiare un gelato no.

Mangiare un gelato non è trash e cercare l'allusione dove non è necessario è sarcasmo spicciolo e provocazione stupida.

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L’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, quindi, giustamente, ha deciso di aprire un procedimento disciplinare nei confronti del giornalista. A comunicare la decisione, è stato il presidente dell’ordine, Gabriele Dossena.

La motivazione è la seguente: "palese violazione delle norme deontologiche sulla privacy e per fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale".

Il consiglio regionale dell’Ordine discuterà il caso nella prossima seduta.

Foto | © Getty Images

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