Romina Power: "Non ho ricordi di mio padre Tyrone, la madre di Al Bano è la mia seconda mamma"

Ospite di Massimo Giletti all'Arena, Romina Power ricorda il padre nel centenario della nascita e abbraccia tutti gli abitanti di Cellino San Marco (e mamma Jolanda).

Romina Power all'Arena di Massimo Giletti in questo 2 novembre 2014 pensa di poter parlare solo di suo papà Tyrone, scomparso nel 1958 a soli 44 anni, nel centenario della sua nascita, ma non si aspetta (forse) di dover ripercorrere - ancora una volta - la sua storia con Al Bano, e soprattutto i suoi possibili 'sbocchi' futuri.

Partiamo però da papà Tyrone, cui nel 1998 - non proprio oggi insomma - Romina ha dedicato un libro, Cercando mio padre. Giletti parte da qui:

"Cosa mi ha spinto a scrivere il libro? Il fatto di non avere ricordi di mio padre. Avevo sette anni quando è morto già da quando avevo due anni ero in collegio, prima in Messico poi in Inghilterra. Volevo avere dei ricordi suoi e così sono andata alla ricerca di chi ne avesse, di chi lo aveva conosciuto".

Non solo star di Hollywood, come Judy Garland o Anita Ekberg, ma i tassisti di Roma, come racconta citando un aneddoto riportato nel libro:

"Un tassista mi raccontò di aver accompagnato mio padre in un grande albergo romano: alla fine della corsa mio padre gli dette ben 100 dollari. Quando il tassista se ne accorse, raggiunse l'albergo per restituirli. Mio padre allore gli chiese quanti figli avesse: lui rispose due e mio padre gli diede un altro biglietto da 100".

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Quando ha iniziato a cercare materiali su suo padre, Romina (che da poco aveva perso la figlia Ylenia) non sapeva di preciso cosa ne sarebbe venuto fuori:

"Non sapevo cosa aspettarmi di lui: non avevo un'idea precisa di lui se non quella che veniva dai suoi film. Ho scoperto un uomo di grande bontà e di grande generosità. Vabbè, direte che visto che sono la figlia non posso dire nulla di diverso: ma molte persone mi hanno offerto racconti della sua bontà spontaneamente".

Incredibile pensare che Romina abbia sentito la voce di suo padre solo negli anni '70, grazie a un LP:

"Quando ho sentito per la prima volta la sua voce io ho provato una grande emozione, mi ha restituito la sua anima. Erano gli anni '70: fino ad allora avevo sì visto i suoi film ma l'avevo sempre sentito doppiato. Fu una signora di un negozio di dischi che mise da parte un LP, sperando un giorno di potermelo dare, in mio padre recitava poesie di Byron. Mi toccò soprattutto una che si intitola "To my daughter".

Tyrone e le donne, un assioma, ma Romina è critica anche nei confronti della mamma, Linda Christian, scomparsa nel 2011:

"Per molti anni ho pensato che mio padre non avesse trovato la donna ideale per lui, che si dedicasse a lui, che gli dicesse di non fumare tanto, di non lavorare tanto, che si prendesse cura di lui. Non ho detto però che fosse colpa di mia madre. Anche un uomo deve sapere badare a se stesso".

Roma è nel destino dei Power: è stata galeotta per lei, che ha iniziato la sua carriera qui, per i genitori, che hanno scelto il nome 'Romina' proprio in onore della città eterna dove è scattato il loro amore, mentre la sorella ha acquisito il nome del padre. "Il buon padre voleva un maschietto ma ahimè sei nata tu": e così la secondogenita, classe 1953, fu chiamata Taryn.

Massimo Giletti la chiama in collegamento Skype dalla sua casa negli USA: diciamo che il primo collegamento non va troppo bene, ma nel secondo c'è la strana combinazione di due sorelle che, come dice Taryn, si rispettano, ma di si avverte la lontananza.

Taryn-Romina-Power

 

"Se mi aspettavo il successo di Romina? No. Non lo immaginavo. Tra di noi c'è grande ammirazione reciproca, anche perché abbiamo preso due strade diverse. io ho grande ammirazione per tutte le arti che esprime Romina"

dice la sorella e Romina ricambia, dicendo di ammirare le sue scelte di vita: come quella di andare a vivere nel Wisconsin col marito nativo americano o la sua salda convinzione animalista, che la spinse a non accettare la pubblicità di un sapone, con gran contratto e grande visibilità, quando seppe che il sapone era prodotto con grasso di balena.

Ma dalla sorella ai primi amori il passo è breve: dopo un cenno al grande amore per il figlio di Balthus, si passa inevitabilmente ad Al Bano. Dal grande amore alla separazione, per arrivare alla reunion russa e alla tournée che li ha visti di nuovo vicini.

"Ma non dovevamo parlare di mio padre? Ho la sensazione che ormai non potrò fare più interviste senza parlare di Al Bano"

dice Romina.

Giletti la 'circuisce' con un filmato d'epoca che ritrae mamma Linda con mamma Jolanda, la madre di Al Bano, vicine e sorridenti a Cellino San Marco, che si dichiaravano tanto affetto (anche perché erano due binari paralleli e si vedevano poco, come dichiaravano sorridendo):

"Le mie due mamme, le donne a cui ho voluto più bene - dice Romina vedendole e ricordando il loro rapporto - Sì, si volevano bene. Anche se quando mia mamma veniva in Puglia si prendeva sotto braccio papà Carmelo (il padre di Al Bano, ndr) e se ne andava in giro per sagre, mentre Jolanda restava a casa a cucinare. Ci credo che poi magari non la sopportava..."

racconta sorridendo Romina che racconta con serenità momenti familiari che sembrano lontanissimi e nel contempo tanto vicini.

"Rancore? No, non ne provo più per nessuno, né per Al Bano, né per altri da quando mi sono avvicinata al buddhismo e ho raggiunto il dharma. Qualche tempo fa non sarebbe stato possibile tornare a cantare con Al Bano"

continua Romina, che si stupisce di fronte a un filmato registrato a Cellino San Marco, in cui la gente del paese la saluta e la ricorda con affetto, le chiede di tornare, di andarli a trovare, di avere nostalgia di lei e della famiglia creata con Al Bano.

"Ma come? La gente non si è ancora stancata di sentirci cantare?"

dice quasi allibita.

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Ma poi gli affetti prevalgono e prima che scattino i titoli di coda, Romina prende la parola per un saluto particolare, con un tenero sorriso:

"Mi sento in dovere di salutare tutti gli abitanti di Cellino: vi voglio bene. E voglio bene sempre anche a Jolanda, cui mando un grande bacio".

L'Italia spera ancora...

 

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