È stata un’intervista fiume quella rilasciata da Luca Barbareschi a Paola Perego durante la puntata odierna di Domenica In. L’attore e produttore, attualmente impegnato a Tale e Quale Show, ha raccontato molto di sé e del proprio carattere, forgiato dalla figura di un padre particolarmente severo e da una serie di violenze subite in tenera età. Ancora oggi mi sento sempre inadeguato, ha raccontato.

Ero un bambino che aveva subito violenze, ero sempre alla ricerca di conferme. Mio padre non ha mai saputo delle violenze che ho subito, oggi forse c’è un eccesso di psicanalisi in questo senso. Quando provai ad aprirmi con lui, mi diede un ceffone e mi disse: “Vai a scuola che è meglio”. A quei tempi c’era una responsabilizzazione maggiore, sicuramente. Io ringrazio di aver avuto un padre che non è mai stato mio amico.

Il padre di Barbareschi, tra l’altro, era capo dei partigiani italiani del nord, si era laureato in ingegneria all’età di ventun anni, insegnava alle scuole serali e suonava perfettamente il pianoforte.

Beh, mio nonno è stato tra i fondatori del Parlamento italiano. Capite che crescere con due figure del genere in famiglia sia stato tutto meno che semplice. Ancora oggi mi sembra di non aver fatto nulla di importante in vita mia. Mia moglie Elena lo sa bene: ogni tanto mi trova a ricontrollare il mio curriculum per accertarmi di aver fatto davvero qualcosa di buono. Che poi basterebbe pensare anche solo all’ultimo anno tra fiction e film da me prodotti, Tale e Quale e un one man show. Solo che non mi basta mai.

Ed è proprio Elena, la sua metà, ad aiutarlo quando si fa cogliere dallo sconforto:

Ho capito cos’è l’amore da quando sto con Elena. Lei mi ha insegnato che l’amore è essenzialmente rispetto. Quindi amare significa dedicare il proprio tempo e la propria attenzione ad un’altra persona. In passato non l’avevo praticamente mai fatto. Elena mi ha insegnato tutto questo anche in maniera psicologicamente violenta: “Se lo rifai un’altra volta non mi rivedi più”, diceva. E io capivo subito che stesse parlando seriamente. Poi aggiungeva: “Finché ci sono io, ti impedirò di farti del male, con me devi imparare a volerti bene”.

Infine Barbareschi ha toccato anche un tema piuttosto spinoso: perché ha la nomea di essere…antipatico?

Risulto antipatico per la mia schiettezza: non riesco a non dire quello che penso. Un giorno la Ferilli, che è una donna molto più furba e intelligente di me, mi disse: “Ma a te te pagano per dire quello che pensi?”. Mia moglie mi prende in giro quando usciamo con gli amici proprio per questo mio modo di fare.

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