Le barzellette sui gay di Visto, Selvaggia Lucarelli: "Omosessuali? Non sono una specie da proteggere. L'ironia richiede autoironia"

L'opinione di Selvaggia Lucarelli sulle barzellette dei gay in allegato all'ultimo numero di Visto

Non si accenna a placare la polemica sulla pubblicazione delle barzellette dedicate ai gay raccolte in un libricino venduto con l'ultimo numero di Visto. L'argomento è diventato di dominio pubblico accendendo le più disparate conclusioni e considerazioni generali sulla questione dei diritti lgbt. Selvaggia Lucarelli, da donna dei nostri giorni, ha articolato in quattro punti il proprio punto di vista sulla spinosa questione:

1) Esistono barzellette sui limiti, i vizi, le debolezze degli uomini. Esistono barzellette sui limiti, i vizi, le debolezze delle donne. Le donne che non sanno guidare, gli uomini perennemente allupati, le donne rompicoglioni, gli uomini incapaci nel multitasking bla bla bla. Anche in quel caso si procede per stereotipi, banalizzazioni, luoghi comuni e pure pregiudizi scemi, ma sono i meccanismi della comicità. Togli quelli, resta spazio per i virtuosismi, e la comicità fatta di virtuosismi è roba per pochi eletti. Per i Guzzanti, per i Benni. Fossi gay, non mi sentirei affatto discriminato, anzi, penserei che la parità dei diritti passa pure per questo. Per concedere agli altri il diritto di infilarmi in un libretto di barzellette sceme come gli uomini e le donne.

La blogger pone un altro calzante esempio per sostenere le proprie tesi:

2) I libri di barzellette sui Carabinieri esistono da mille anni. Nessun carabiniere se ne è mai lamentato, benché li si faccia passare per idioti senza speranza.

lucarelli

E il dubbio rimane: i gay sono ironici o i primi nemici di se stessi?:

3) I gay praticano l'ironia, è un loro punto di forza. Non tutti, altrimenti generalizziamo anche qui, ma molti sanno essere sarcastici e sferzanti non solo col mondo, ma anche e soprattutto col loro mondo. Spesso lo sono in un modo che agli eterosessuali, nei loro confronti, non sarebbe concesso. Spesso, si etichettano come "frocia" tra di loro, danno delle "frociarole" alle donne che frequentano gay e così via. Non credo possano indignarsi per un libretto del genere.

Alla fine, una vera e propria lezione di vita:

4) L'ironia sdogana. L'ironia richiede autoironia. L'ironia livella e ci mette tutti sullo stesso piano. I gay non sono una specie da proteggere. Non sono inermi, indifesi, diversi. Non sono di cristallo. I gay non sono bambini down, non sono gli ebrei deportati, non sono malati terminali. Subiscono, ancora oggi, delle discriminazioni da gente involuta, è vero, ma questo tocca pure alle donne e a tante altre categorie che non per questo reputano offensiva una barzelletta su di loro. A fare ironia sul mondo gay non si deve passare neppure per politicamente scorretti. Al contrario. Chi ha la naturalezza nel fare ironia sui loro vizi, sui loro limiti, sulle loro debolezze, probabilmente ha anche l'intelligenza per riconoscerne le virtù.
E io sono certa che i gay intelligenti questo lo sanno bene.

Posso dire che, questa volta, mi trovo perfettamente d'accordo con lei senza essere neccessiaramente considerato omofobo?!

  • shares
  • Mail