parliamo diRaoul Bova

Non è propriamente un bel periodo per l’attore Raoul Bova. Uno dei divi del cinema nostrano, infatti, è nuovamente balzato agli onori della cronaca rosa per come si è consumato il divorzio dall’ex moglie, Chiara Giordano. Come ben ricordiamo, infatti, Raoul Bova ha deciso di porre la parola fine al proprio matrimonio dopo aver conosciuto la modella e attrice spagnola, Rocio Munoz Morales, incontrata sul set del film Immaturi – Il viaggio.

Raoul Bova è diventato obiettivo facile di tutte le femministe del nostro paese che, purtroppo, non sono affatto poche. Inoltre, l’avvocato divorzista Annamaria Bernardini De Pace, che ahilui è la sua ex suocera, ha scritto a Bova una lettera al veleno con la quale ha definito l’attore un “genero degenere”, riservandogli numerosi epiteti e battute amaramente ironiche (l’avvocato De Pace, però, ha dichiarato che Raoul Bova non è il destinatario della missiva pubblicata sul quotidiano Il Giornale, aggiungendo che il contenuto di quella lettera è “pura finzione letteraria”).

Nonostante ciò, anche la giornalista e scrittrice Selvaggia Lucarelli, sulle pagine di Libero, ha voluto commentare una vicenda che, inevitabilmente e tristemente per Bova, è diventata di dominio pubblico.

Con il suo articolo, la Lucarelli ha impallinato Raoul Bova più di quanto avesse già fatto la Bernardini De Pace. L’osservazione sulla sua ex suocera, però, è tremendamente vera e chiunque di noi l’avrà pensata almeno una volta:

Raoul, lo sapevi, lo sapevamo tutti che la tua ex suocera al primo passo falso ti avrebbe incenerito. Era un epilogo annunciato da anni. Ma io dico: come t’è venuto in mente di andarti ad inguaiare con la figlia del più agguerrito avvocato matrimonialista d’Italia? Anna Maria Bernardini De Pace, una che ha la parola “pace” nel cognome e da sola sarebbe capace di dichiarare guerra alla Russia e costringere Putin a cedere l’usufrutto del Cremlino all’ex moglie.

La giornalista e scrittrice 40enne, però, successivamente, ha iniziato a rifilare una serie di stoccate decise all’indirizzo dell’attore romano. Per iniziare, la Lucarelli ha accusato Bova di essere stato inelegante nel gestire questa storia:

La tua ex moglie se n’è rimasta zitta, nonostante le corna da Belzebù principe dei demoni, e tu ti sei regalato la copertina fighetta su Vanity Fair per raccontarci la tua indignazione di fronte alle accuse di essere gay. E poi pure tu. Ma santo cielo, con tutto l’umorismo di bassa lega che s’è fatto sull’argomento presunta omosessualità vai a fidanzarti con una che si chiama Rocio regalando rime facili e sboccate? E soprattutto: te la potevi limonare nel salotto di casa tua, anzichè al parco o al ristorante, perchè una ex moglie le parole “Addio” o “Amo un’altra” le metabolizza pure, ma la lingua dell’ex marito nella bocca di un’altra sulla copertina di “Chi” a una settimana dalla separazione magari un po’ meno.

Per eccitare ulteriormente le femministe sul piede di guerra, Selvaggia ha anche attaccato proprio Rocio Munoz Morales, oggettivamente una bellissima ragazza che, però, è stata definita dalla giornalista un po’ “scialbina”.

A questo punto, la Lucarelli sferra l’attacco finale, consigliando a Raoul Bova addirittura di ritirarsi dal cinema:

Ora, io non so come dirtelo Raoul, ma dopo aver chiesto il divorzio da tua moglie, sarebbe bene che decidessi pure il divorzio dal cinema. Fallo, prima che sia troppo tardi. Qui, la tua ex suocera, dietro a un’apparente spietatezza, ti lancia un salvagente. Ti impone una riflessione. Hai recitato in “Scusa se se ti chiamo amore” e “Scusa ma ti voglio sposare” e mai uno “Scusate se non so recitare” agli spettatori. Non t’è venuto il sospetto d’essere un tantino cane neppure quando ti hanno fatto doppiare “Bolt, un eroe a quattro zampe” . Niente. Ti sei ostinato a proseguire la carriera d’attore.

Senza pietà.

Raoul Bova ha dovuto digerire una nuova sequela infinita di insulti che tutti insieme sarebbero stati utili per mettere in atto una vera e propria carneficina.

Troppo facile attaccare così platealmente una persona che ha avuto l’unica colpa di non essere più innamorato della propria moglie.

Il tweet rivolto alla Bernardini De Pace, scritto dall’agente dei divi Lucio Presta, da questo punto di vista, meriterebbe un plauso:

Vuoi attaccare tuo genero fallo ma lealmente , fai nome cognome e ti esponi ad eventuale querela . Poi hai vissuto sulle separazioni. E dai!

Raoul Bova avrà anche sbagliato in qualche comportamento ma ciò che si sta vedendo attorno a lui non è propriamente sinonimo di correttezza.

Foto | © Getty Images

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