L’appello lanciato da Marco Travaglio dalle colonne de Il Fatto Quotidiano, il giornale che con-dirige, continua a far discutere. Il giornalista torinese ha chiesto la grazia per Fabrizio Corona, condannato per una serie di reati e in carcere da ormai più di due anni. La premessa di Travaglio, considerato da molti un ‘giustizialista’, è la seguente:

Ora che le telefonate di un premier alla Questura di Milano per far rilasciare una minorenne fermata per furto non sono più reato, una domanda sorge spontanea: che ci fa Fabrizio Corona nel carcere milanese di massima sicurezza di Opera per scontarvi un cumulo di condanne a 13 anni e 8 mesi, poi ridotte con la continuazione a 9 anni? È normale che un quarantenne che non ha mai torto un capello a nessuno marcisca in prigione accanto ai boss mafiosi al 41bis, per giunta col divieto di curarsi e rieducarsi, fino al 50° compleanno?

Dopo aver riepilogato tutte le condanne dell’ex manager di fotografi – bancarotta (una fattura falsa, 3 anni 8 mesi), possesso di 1500 euro di banconote false (1 anno 6 mesi), corruzione di un agente penitenziario per farsi qualche selfie in cella (1 anno 2 mesi), tentata estorsione “fotografica” al calciatore interista Adriano (1 anno 5 mesi), estorsione “fotografica” allo juventino Trezeguet (5 anni), e alcune minori – Travaglio precisa:

Nessuno sostiene, per carità, che sia uno stinco di santo. Ma neppure un demonio che meriti tutti quegli anni di galera: ne ha già scontati quasi due fra custodia cautelare ed espiazione pena. Ed è bene che resti al fresco un altro po’ a meditare sui suoi errori, come ha iniziato a fare fondando un giornale per i detenuti, Liberamente, e rivedendo criticamente il suo passato nel libro Mea culpa scritto dietro le sbarre. E a curare la sua evidente patologia di superomismo: ma questo gli è impedito dalla condanna “ostativa” subìta al processo Trezeguet.

Ripercorsi i fatti relativi alle foto scattate all’ex attaccante della Juventus che sono costati a Corona il reato “ostativo” (cioè niente sconti per la liberazione anticipata, niente percorso rieducativo e terapeutico, almeno 5 anni in cella di sicurezza), Travaglio lancia l’appello che non t’aspetti:

Proprio a questo serve, secondo la Consulta, la grazia: non a ribaltare le sentenze, ma ad “attenuare l’applicazione della legge penale” quando “confligge con il più alto sentimento della giustizia sostanziale…garantendo il senso di umanità” e il fine “di rieducazione della pena”. Una grazia almeno parziale, che rimuova il macigno dei 5 anni “ostativi”, sarebbe il minimo di “umanità” per ridare speranza a un ragazzo che ne ha combinate di tutti i colori, ma senza mai far male a nessuno. Se non a se stesso.

La richiesta di Travaglio, indirizzata al Presidente della Repubblica (colui cui spetta la prerogativa della concessione della grazia), ha per ora trovato positiva accoglienza tra alcuni pezzi da novanta dello spettacolo italiano, e non solo. Fiorello ha espresso il suo favore, Antonella Clerici ha ritwittato il sì dello showman siculo, il giornalista Filippo Facci, storico avversario di Travaglio, ha concordato. Corona unisce.

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