A 3 anni esatti dalla morte, si torna a scrivere di Amy Winehouse. Nelle ultime ore ha preso a circolare online un’intervista inedita, rilasciata dalla cantante al giornalista John Marrs nel 2004. Amy, all’epoca pressoché sconosciuta, aveva appena dato alle stampe l’album d’esordio Frank. Non era stato un successo immediato, ma attorno a lei cominciava a formarsi il primo nucleo di fan, soprattutto grazie al passaparola. Aveva poco più di 20 anni.

Il pezzo non venne mai pubblicato: la rivista che l’aveva commissionata decise che non valeva la pena dedicare spazio ad un’artista ancora così marginale. Non potevano immaginare che, di lì a qualche mese, quella ragazza di Londra Nord sarebbe diventata una star internazionale.

Fra le domande, di certo quella che colpisce di più oggi riguarda il futuro. “Come ti vedi fra 10 anni?”, chiese Marrs.

Fra 10 anni avrò 30 anni. Quindi forse avrò un bambino.

E sulla possibilità di mettere la testa a posto:

Sì, mi ci vedo: sposarmi e fare figli. Ma quando penso alla vita di famiglia nel futuro, raramente vedo un uomo coinvolto. È strano. Penso che sarei una buona mamma, almeno lo spero. Spero di non essere una mamma di merda. Quando comincerò ad avere figli, ne voglio tanti. Almeno 5! Lavorerò sempre da casa, avrò uno studio in casa.

Un decennio dopo quella chiacchierata, Amy è un’altra stella bruciata troppo in fretta, stroncata da un’intossicazione alcolica ad appena 27 anni. Non sappiamo dove i sogni di una ragazza qualsiasi si siano trasformati in demoni, dove l’innocenza dell’anonimato abbia lasciato il posto all’autodistruzione del successo. Da qualche parte, in una delle tante notti trascorse ad aspettare l’alba, la vita di Amy ha preso la svolta sbagliata.

Iscriviti alla nostra newsletter
I video di Pinkblog Guarda di più
Altro su Dichiarazioni e interviste Leggi tutto