Che Maurizio Gasparri sia un utilizzatore di Twitter quasi compulsivo è cosa nota: basta vedere i numerosi cinguettii che costellano le sue giornate, con commenti sparsi su ciò che accada nel mondo. Negli ultimi tempi il senatore del PDL ha dato parecchio da discutere grazie ad alcuni interventi via Twitter che hanno scatenato polemiche in ogni dove: nel corso dei Mondiali di Calcio 2014 Maurizio Gasparri ha insultato gli inglesi definendoli “c*glioni” e poi se l’è presa con Angela Merkel, rea di non essere avvenente come le tifose argentine nel corso della finale della Coppa del Mondo.

Ma non finisce qui, perché Maurizio Gasparri è andato oltre: dopo aver ribattuto alla provocazione del giornale Wired che proponeva di levargli Twitter e chiudergli l’account con un “non so chi sia, per viltà come tanti si cela dietro l’anonimato, serve nome e cognome per indicare a nettezza urbana” (e hai voglia a dire che è una testata giornalistica, chissà cosa avrebbe pensato), Maurizio Gasparri ha dato sfogo alla sua vena fumina prendendosela pure con un personaggio di fantasia, ovvero Puffo Brontolone, naturalmente su Twitter.

Come da copione del suo personggio, Puffo Brontolone ha twittato un “Io odio Gasparri” che è stato prontamente ripreso dal senatore del PDL con una rispostaccia secca dove l’ironia non è naturalmente la parte principale della situazione: “Non c’è cura per te, sei spacciato”. Fa ridere? No, naturalmente. La controrisposta però non si è fatta attendere e questa sì che è stata sarcastica:

Certo che Gasparri non ha niente di meglio da fare che dare dello “spacciato” a un Puffo su Twitter.

Il senatore non ha controreplicato, ma di certo non ci ha fatto una gran bella figura: dopo aver bloccato il puffo, se l’è presa anche col Corriere della Sera, reo di aver pubblicato la notizia della lite con troppi giorni di ritardo. Magari qualche lezione di netiquette non gli farebbe male…

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