Cristina D'Avena: "Vivo ancora con mamma e mia sorella, soffro della sindrome di Peter Pan"

La cantante ha rivendicato il suo essere icona gay: "Quando canto Creamy o Sailor Moon i gay si commuovono"

Cristina D'Avena ha raccontato i suoi primi 50 anni, compiuti lo scorso 6 luglio, al Venerdì de La Repubblica. La cantante, da qualche anno ormai lontana dalla tv nazionale, ha assicurato che rispetto ai tempi d'oro (anni '90) per le "non è cambiato niente".

Ho sempre moltissimi fan, ricevo centinaia di lettere e proposte di matrimonio da uomini di tutte le età, dai venticinque ai novant’anni. Solo che oggi mi scrivono su Facebook.

La D'Avena ha confessato di non essersi sposata anche perché soffre della sindrome di Peter Pan:

Che male c’è? Poi intendiamoci, non è che io non sia cresciuta, solo che mi sono fermata a 24 anni. Ho sempre vissuto con mamma e mia sorella. Vivo ancora con loro.

Oggi la cantante vive facendo concerti per l’Italia, nelle piazze e nei centri commerciali. Inoltre conduce karaoke per bambini e ha lanciato una sua linea di sneakers. Ma non solo:

Vado negli ospedali a far visita ai malati.

Per esempio - ha raccontato - una volta "ho cantato I Puffi per un ragazzo in coma", che però non si è risvegliato. Ma di episodi curiosi ne ha vissuti colei che per anni ha cantato le sigle dei cartoni animati per bambini:

Una volta a un mio concerto è venuto un punkabbestia, barba, piercing, birra. Ho pensato: si sarà sbagliato. Poi quando ho iniziato a cantare Memole e lui è scoppiato a piangere, ho capito: l’infanzia è il rifugio di tutti. Bisogna tornare alla purezza dell’infanzia.

La D'Avena, che oggi collabora anche con i Gem Boy, ha rivelato di avere paura del buio e che da quando è piccola dorme con la lucina accesa. Quindi a proposito del suo rapporto con Dio:

Sono in macchina con mia sorella e altri amici. Scoppia una gomma, la macchina gira su se stessa una decina di volte. Io vedo ghiaia e non asfalto. E le macchine intorno ferme, ogni cosa attorno di colpo immobile. Non ci sono stati danni, né feriti. Un miracolo.

Infine, l'orgoglio di essere un'icona gay:

Faccio molti concerti per i gay. Mi vesto da fatina perché loro mi vogliono ancora così. Crimie è un simbolo. Una bambina maschiaccio che con la bacchetta magica si trasforma in prima donna. È l’ideale della trasformazione. Molti di loro sono cresciuti con questa speranza. Quando canto Creamy o Sailor Moon i gay si commuovono.

cristina d'avena

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