Mel Gibson vicino a Shia LaBeouf - affinità da bad boys

'Mi piace davvero Shia. Penso sia un bravo ragazzo. Anche se non l'ho mai incontrato'. Mel Gibson parla di LaBeouf

Affinità tra cattivi ragazzi. Chiamatela come volete ma è quasi scontato che a 'difendere' Shia LaBeouf, ultimamente finito nel tritacarne del gossip tra follie, carcere e quant'altro, sia un 'bad boy' come Mel Gibson, ex Re di Hollywood ormai 'reietto' a causa delle sue assurde sparate misogine, omofobe e xenofobe. Il divo Premio Oscar con Braveheart ha infatti preso a cuore la vicenda Shia', rilasciando accorate dichiarazioni al sito Indiewire.


"Il mio cuore è con quel povero ragazzo, costretto a passare una notte in cella, attualmente sotto osservazione e impegnato in un programma istituzionale per il recupero dalla dipendenza da alcool. Mi piace davvero Shia. Penso sia un bravo ragazzo. Anche se non l'ho mai incontrato. È un mondo duro. Sei sempre sotto il microscopio. L'eterna perdita di anonimato è una pillola amara, difficile da mandare giù. Non puoi rimettere il dentifricio nel tubetto. È troppo tardi. Sei un bersaglio, e devi essere portato a danzare tra i pericoli e schivare pallottole. A volte vieni colpito. A volte mortalmente. È davvero brutto. La gente è incline a puntare il dito verso di lui e dire questo o quello. È facile giudicare. Ma sono sicuro che lui stia attraversando una sorta di catarsi, per quanto personale e dolorosa, che deve superare per uscirne".

Shia LaBeouf

Saggio Mel, potremmo definirlo, per un LaBeouf effettivamente caduto in un tritacarne da cui sembrerebbe fare fatica ad uscire. Figlioccio di Steven Spielberg, Shia ha avuto 3 importanti storie d'amore in questi ultimi 5 anni. Prima al fianco di Carey Mulligan, dall'agosto 2009 all'ottobre 2010, poi con la stilista Karolyne Pho ed ora con l'attrice Mia Goth, conosciuta sul set di Nymphomaniac. Nel 2011 l'inizio dei guai con la giustizia, dopo aver preso parte ad una rissa alla Mad Bull’s Tavern di Sherman Oaks. Poi mesi dopo arriva il bis a Vancouver. Presentatosi sul red carpet di Berlino con un sacchetto sulla testa, e dopo essere stato travolto dalle critiche per aver letteralmente 'copiato' un cortometraggio senza confessare l'amara verità, il mese scorso si è arrivati all'inevitabile arresto, dopo aver fumato e disturbato una rappresentazione teatrale di Cabaret allo Studio 54 di Broadway. In lacrime ed evidente stato confusionale, Shia non si è più fatto vedere in pubblico da allora, con gli amici più intimi che pregano affinché si faccia aiutare. Nell'ovvia ma necessaria rehab di turno. Prima che sia troppo tardi, perché un conto è 'impazzire' a 50 anni e passa, come avvenuto con Gibson, e un altro a 28.

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