Buffon: "Grazie ad una donna eccezionale come Alena Seredova evitiamo ai nostri figli la sofferenza"

E su Ilaria D'Amico nuovo no-comment perché "1uello che succede fuori dal campo, riguarda solo me e le persone che mi accompagnano"

In un'intervista rilasciata a Il Corriere della Sera, Gigi Buffon è tornato a parlare delle sue vicende private, a pochi giorni dalla disfatta dell'Italia al Mondiale che ha avuto come ovvia conseguenza il ritorno in patria delle delegazione azzurra. Il portiere della Nazionale e della Juventus ha ribadito ancora una volta la stima nei confronti della ormai ex moglie Alena Seredova:

Mi ha fatto piacere (che in tribuna in Brasile ci fossero Alena e i figli, Ndr). L’unico obbligo che abbiamo è quello di non far soffrire i nostri figli e grazie anche a una donna eccezionale come Alena ci stiamo riuscendo.

In merito all'inevitabile dispiacere provato da Louis Thomas e David Lee per l'eliminazione prematura dell'Italia, Buffon da papà saggio ha detto:

Ogni tanto è anche bello che i bimbi prendano delusioni e soffrano per un risultato sportivo negativo. Ti fa capire che è bello vincere e se ne hai l’opportunità la devi afferrare e non lasciarla con rimpianto. Il rimpianto è una delle cose più brutte della vita, accompagna gli uomini che non vogliono essere protagonisti della loro esistenza. Il contrario di ciò che sono.

Infine, l'ennesimo no-comment, per quanto ragionato e argomentato, sulla sua storia d'amore con Ilaria D'Amico (fino a metà luglio impegnata su Sky per i Mondiali):

Guardi, il gossip lo metto in conto e lo capisco. Però io sono diventato famoso per le cose che ho fatto in campo e sono pronto a commentarle in lungo e in largo. Quello che succede nella mia vita privata in realtà non interessa a nessuno. Non interessa quali siano le vere motivazioni, i sentimenti. Interessano il pettegolezzo, la morbosità. Se ne parlassi solleticherei solo questi. Quello che succede fuori dal campo, riguarda solo me e le persone che mi accompagnano. Io mi sono sentito sempre Buffon il portiere e non voglio mischiare le cose. Mi sono sempre considerato, grazie a Dio, un privilegiato. Sono ancora al top come atleta. Non vedo di che cosa possa parlare se non del mio lavoro.

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