Tiziano Ferro a Vanity Fair: "Sono fidanzato e sono felice ma all'inizio mi sentivo dentro Sex and the City"

tiziano ferro vanity fair fidanzato e felice Intervista a cuore aperto per Tiziano Ferro, che rivela a Vanity Fair (rivista scelta un anno fa per il coming out) di avere trovato l'amore. E di avere penato non poco quando lo è andato a cercare.

«I primi due mesi (dopo il coming out, ndr) sono stati strani. Con tutto il mio entusiasmo, la mia voglia di scoprire, di avere contatti, ero come un bambino che guida una Ferrari. Ho cominciato a vedere un mucchio di persone, a frequentare posti. Il muro che avevo alzato tra me e gli altri era crollato, in giro c’era un sacco di buona disponibilità, ma io non ci stavo di testa: non ero cambiato molto, e gran parte delle mie insicurezze e insoddisfazioni erano ancora lì.

Mi sembrava di stare dentro Sex And the City. Non so se ha presente quella puntata in cui Carrie paragona i tipi che incontra a un freak show: c’è l’uomo a due teste, quello con la tripla personalità. Io ho trovato l’aspirante manager, il piccolo psicoanalista, e via dicendo. Insomma, l’inizio è stato piuttosto inconcludente, e anche un po’ deprimente.

All’inizio ero preoccupato: ma il mondo sarà mica tutto così? Poi l’ho presa a ridere, mi sono detto che almeno avrei avuto un bel po’ di aneddoti per far divertire gli amici. Quindi ho messo da parte le speranze, ma senza fare drammi. E proprio nel momento in cui ho deciso che stavo già bene così, è arrivata una persona speciale».

Nel disco che sta uscendo ora, "L'amore è una cosa semplice" (qui la recensione dei cugini di Soundsblog). Ma nella vita di Tiziano Ferro l'amore com'è?

«Faccio un po’ fatica a parlarne perché non mi conosco da questo punto di vista. Non ho mai parlato d’amore. Tanto meno in italiano. Ma me la sto cavando piuttosto bene. Quando ti scopri persona che ama in età adulta, ti manca tutta l’esperienza che gli altri si creano nel tempo: la casistica del bigliettino, della ricorrenza, della condivisione. Ci vuole tanta pazienza, anche da parte dell’altro. Tra i miei timori c’era quello di dover sacrificare tante vittime prima di sentirmi disposto a consegnarmi.

Da quanto dura?


Dallo scorso Natale. Ho sempre pensato di essere nato per vivere in una relazione stabile, ma non lo avevo mai sperimentato. Mi conforta vedere che l’idea che avevo di me era giusta, e mi piace quello che sto scoprendo di me stesso, lati che finora avevo solo potuto intuire. Sono un romantico, ho sempre sognato l’amore: se mi fossi scoperto insofferente, sarebbe stata una delusione. In tutti questi anni mi ero abituato all’isolamento, alla totale indipendenza. Questa esperienza mi sta mettendo a confronto con limiti che pensavo invalicabili. A partire da cose spicciole, come il disordine, il bucato, la condivisione degli spazi. Per me è tutto nuovo. Ma se trovi qualcuno abbastanza intelligente e innamorato da capire che sei fatto in un certo modo, non c’è neppure bisogno di scontrarsi."

Possibilità di sapere di chi si tratta?


«No. L’unico lato che subisco del mio lavoro è l’esposizione pubblica. Non dico che mi dia fastidio, ma nemmeno mi piace. Fa parte del pacchetto e io non sono il tipo che ama lamentarsi, però non potrei chiedere a un’altra persona di sottoporsi allo stesso scrutinio. Oltretutto a uno che non ha nessuna intenzione di vivere sotto i riflettori."

Ma se lo scoprissero...


"Non vivo nel panico. Non voglio crearmi problemi che non ci sono ancora. Quello che succederà succederà. Sto vivendo una fase molto bella della mia vita, e sono felice. Molto, molto felice».

Tanto di cappello, e congratulazioni per una felicità attesa per dieci anni, Tiziano.

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