Laura Pausini: “Pago le tasse (tante) in Italia, con mia figlia Paola mi sento più leggera, con Paolo ci sposeremo di sicuro”

Laura Pausini italiana orgogliosa, mamma felice di Paola e futura sposa di Paolo Carta

Lunga intervista a Myself di Laura Pausini che non ha intenzione di abbandonare i luoghi d’infanzia nonostante sia un’artista affermata a livello internazionale:

Non me ne andrò mai da lì (Castel Bolognese ndr). E le tasse, tante, le pago in Italia.

Alla soglia dei 40 anni, l’interprete romagnolo traccia un bilancio della sua vita (un lavoro soddisfacente, un compagno fedele ed una figlia amorevole):

Che ansia, compio a maggio 40 anni e mi fa senso. Io ho passato metà della vita da famosa, di quella da normale non mi ricordo molto. Finché non c’era mia figlia ho vissuto spingendo per non rallentare mai, perché sentivo che c’era sempre una possibilità di miglioramento e non volevo perderla. Ecco, se potessi tornare indietro farei le cose con più calma.

Da Paola è inseparabile e il tentativo di non farle mancare nulla ha avuto risvolti stupefacenti:

Dormiamo sempre insieme, tranne la notte pre-concerto. Da quando è nata, non litigo più. Prima mi svegliavo spesso girata male, mi sentivo sfruttata. Adesso è tutto un: pazienza, risolverò. Anche con gli uomini che ho amato, sempre a chiedermi: sarà giusto così, no, ni? Ora davanti a tutto c’è Paola e mi sento più leggera. Se le cose ti vanno bene, al mattino alzati e ringrazia.

L’unione sentimentale con Paolo Carta procede a gonfie vele da otto lunghi anni:

Ci sposeremo di sicuro, però non a breve, Paolo me l’ha chiesto due anni fa, dopo il suo divorzio. Ma aspetteremo che Paola sia abbastanza grande per capire e godersi la festa.

Nessun problema se la figlia volesse seguire le orme materne:

Se volesse restare nella musica, la sogno direttrice d’orchestra. Intanto speriamo abbia un lavoro, in Italia mica facile. La gente crede che i parenti dei famosi siano ricchi e beati. Falso. Nella mia famiglia tanti sono disoccupati e non so come aiutarli. Mica posso licenziare la mia segretaria, che è bravissima e si merita questo posto, per piazzarci mia cugina, no?

La Pausini non è favorevole alle quote rosa per un semplice principio:

Io non faccio differenze tra femmine, maschi, gay, etero. L’ho imparato girando il mondo. Deve andare avanti chi è capace e ha voglia di impegnarsi, chissenefrega delle quote.

Magari, nella realtà, fosse davvero così!

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