Milly Carlucci: “Con mio marito ci siamo innamorati alla Sliding Doors”

Milly Carlucci ha parlato della sua infanzia e del grande amore della sua vita, ospite a S’è fatta notte di Maurizio Costanzo sabato 29 marzo 2014

Milly Carlucci ha ripercorso per la prima volta, a dispetto della sua discrezione, la sua vita privata, partendo sin dalle origini. Lo ha fatto ospite di Maurizio Costanzo a S’è fatta notte. I suoi, ad esempio, non volevano che diventasse una conduttrice:

“I miei genitori volevano che facessi il magistrato, che facessi giurisprudenza dopo il liceo classico. Io convinsi mio padre che volevo fare l’architetto, ero appassionato di disegno e di storia dell’arte, era già abbastanza artistico. Ma era la conduttrice che volevo fare. Per papà mi sono salvata definitivamente quando ho avuto l’onorificenza di commendatore del Presidente della Repubblica. Per mio papà, generale e uomo delle istituzioni, è come mettere il sigillo per dire che questo è un lavoro serio. Ha capito che era una vera passione. Lui viene da radici culturali molto diverse dalla società di oggi”.

Milly ritiene di aver vissuto una fanciullezza serena:

“Ho un ricordo felicissimo della mia infanzia. Penso al viale dei platani, con le foglie secche alte fino qua. Andavo a piedi alla mia scuola elementare. Era un modo diverso di vivere. Una bambina piccola poteva andare da sola a scuola. Oggi diamo ansia ai nostri figli”.

Il suo primo amore è stato precocissimo…

“La nostra scuola elementare era un edificio dell’Ottocento, c’era una linea di separazione tra maschi e femmine, anche a ricreazione. Nei corridoi c’era la parte delle femmine e quella dei maschi. C’era un bambino, di cui non riesco neanche a ricordare il nome ma ricordo il viso, che mi aveva colpito. Non ci siamo sentiti mai. Sono cose che non dimentichi per tutta la vita”.

Ma alla fine, in vita sua, è convinta di essere stata innamorata davvero di un solo uomo, provando un amore che è stato molto figlio della “testa”:

“Per me tutti gli innamoramenti si sono cancellati nel momento in cui ho incontrato mio marito. E’ stata una cosa che secondo me ha avuto del miracoloso, alla Sliding Doors. Tu incontri una persona che non ti dice assolutamente niente, arrivederci e grazie, passa il tempo. Tre anni dopo ritorno dagli Stati Uniti – mi ero diplomata all’Actors Studio – vado a fare delle foto per la copertina di Epoca. Esco con il mio manager dallo studio, vado al parcheggio di fronte, faccio per mettere in moto la macchina e mi bussa al finestrino una persona, che mi fa: ‘Ciao, ti ricordi di me’?’. Anni fa non ci eravamo piaciuti, poi da lì, per un caso… Se io fossi andata a prendere la macchina ad un altro orario non lo avrei rincontrato. Ho scoperto affinità di pensiero, morali, di obiettivi. Devi essere capace di affrontare anche i momenti difficili, devastanti, in una maniera che sia compatibile, se no poi nelle difficoltà uno va a destra e l’altro a sinistra”.

Ecco la fobia principale della Carlucci:

“Io sono contraria non al passare del tempo, ma alle malattie gravi. Di quelle ho paura. Oggi purtroppo ce ne stanno una peggio dell’altra, si dice che stanno ricercando, invece colpiscono duro. I calvari sono una cosa che ti toglie il soffio dell’umanità”.

La conduttrice ha anche uno scheletro nell’armadio che non ti aspetti da una maestrina come lei: la distrazione acuta.

“Quando andavo all’università c’era una zona di parcheggi complicatissima. Io arrivavo in macchina la mattina, me ne tornavo il pomeriggio in autobus e la mattina dopo pensavo mi avessero rubato la macchina. Questo secondo me fa parte del fatto che specialmente da ragazza avevo la fantasia che mi portava a galoppare. Io con la mia testa chissà che pensavo in quel momento. Era l’epoca dei sogni, dei piani per il futuro”.

E Milly è una sognatrice doc:

“Io sogno tanto a occhi aperti, è una cosa che rischia di essere patetica quando uno è adulto. Quelli notturni non me li ricordo mai. Mi basta poco, leggo una pagina di un libro e da lì parte una fantasticheria”.

Il momento della sua carriera in cui si è più emozionata è sfondo religioso:

“Più che inadeguata, mi sono sentita a contatto con qualcosa di immenso, la prima volta che ho incontrato con Papa Giovanni Paolo II. Eravamo una troupe composta non tutta da cattolici. Quando lui arrivò con la Papamobile ci fu una vibrazione tra la gente. Quando salì sul parco io vidi i miei colleghi, alcuni dei quali agnostici o atei, in lacrime vere. Questa sensazione particolare durò a lungo. Bob Dylan, che era uno dei personaggi invitati lì, ebreo, andava a salutare il Santo Padre”.

Amen.

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