Rocco Siffredi era depresso: per questo motivo sono tornato al porno

Rocco Siffredi era depresso: per questo motivo sono tornato al porno

A breve in sala con Matrimonio a Parigi, film con Massimo Boldi che lo vedrà tra i protagonisti, Rocco Siffredi si è raccontato al mensile Max, snocciolando alcune interessanti novità sul suo clamoroso ritorno al mondo del porno. Rocco, che negli ultimi anni si era dato alla regia e alla produzione, lasciando definitivamente il set, è infatti tornato su 'piazza', girando in 12 mesi qualcosa come 40 film. Per quale motivo? E' proprio lui a raccontarcelo:

Sono tornato al porno perché ero depresso. Sono un challenger, mi piace far quello che nessuno crede possibile, ad esempio sesso con donne grassissime, brutte o anziane. La cosa più difficile è stato farlo con tre donne dai 67 ai 73 anni. Sessualmente sono un razzista, posso andare anche con le nere e le asiatiche, ma solo per lavoro. Oggi la gente si sente sessualmente libera di fare quel che vuole, la perversione sta toccando livelli che neppure io avrei immaginato. La vera rivoluzione sono le ragazze che guardano film quasi quanto gli uomini e a 18 anni sono già delle bombe.

Ma la vita del pornostar non è così semplice come qualcuno di voi potrebbe pensare. Perché con il passare degli anni finisce per logorare, tanto la mente quanto il corpo:

Andare dal medico è terribile, ogni volta mi parte l’erezione. Ho il terrore che pensino sia frocio, così lo stress aumenta, e anche l’erezione.

Dura la vita del sex addicted?

Ho i legamenti del ginocchio trapiantati, e poi vari pezzi di sintesi nella schiena, alla clavicola, alle spalle, al polso. Certe posizioni creano degli scompensi pazzeschi all’anca e quindi alla colonna vertebrale. Tutto per metterti a favore di telecamere. In più mi è partito l’occhio destro, vedevo tre donne al posto di una. Ho fatto un trapianto di cornea da cadavere.

Siffredi d'altronde sono ben 27 anni che gira film porno. Il primo nel lontanissimo 1984, Belle d'Amour, a cui ne sono seguiti centinaia e centinaia, per una carriera infinita che sembra davvero non voler conoscere la parola fine.

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