Paolo Villaggio parla della morte: voglio essere bollito

Paolo Villaggio parla della morte: voglio essere bollito

Nel novembre del 2002 annunciò all'Italia sbigottita di sapere il giorno della proprio morte. A suo dire l'ora della fine sarebbe infatti arrivata neanche un mese dopo. Peccato che Paolo Villaggio sia ancora qui, tra noi. Nove anni sono passati da quella 'sparata', con il celebre Fantozzi cinematografico che si appresta a compiere 80 anni. Nel farlo, torna a parlare della sua futura dipartita rilasciando una surreale intervista a Marie Claire:


"Invece che essere cremato, penso alla possibilità di essere bollito. Mi immagino un bel pentolone in piazza del Popolo a Roma, con i fiori dentro, la preparazione, tu che arrivi e tutti che applaudono. Però devi avere il diritto a essere preservato da cose umilianti, tipo il limone o la carota. La carota può suscitare ilarità!".

Continuando ad oscillare tra realtà e finzione, Villaggio ha voluto dire la sua anche su temi apparentemente distanti come Dio e la televisione:

"Dio e l'aldilà sono tra le invenzioni più pericolose della storia del pianeta, oltre alla monogamia. La tv poi è una straordinaria dittatura. Ha avuto la facoltà di abbassare il livello culturale del paese. Ne ho fatto parte, ma ho cercato di modificarla e mi sembra di esserci riuscito: la mia tv era paradossale e autocritica, adesso è ipocrita. E infatti non mi invitano più ai talk show".

A meno che non riesca a presagire un'altra volta la sua non morte. Perché in quel caso i talk nostrani farebbero a botte per invitarlo in studio.

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