Ora ne abbiamo la certezza e l’ufficialità, anche se tutto era apparso da subito assai evidente. Philip Seymour Hoffman è morto a causa di una accidentale overdose di droga. Secondo quanto riportato dai medici che hanno effettuato l’autopsia, il divo Premio Oscar sarebbe deceduto per colpa di un’intossicazioni da farmaci, a dir poco fatale nel momento stesso in cui va ad incrociare la strada dell’eroina.

Nel sangue dell’attore sono stati infatti trovati resti di cocaina, eroina, anfetamine e benzodiazepine. Un cocktail micidiale che ha stroncato alla tenera età di 46 anni uno dei maggiori talenti di Hollywood. Il decesso esattamente un mese fa, il 2 febbraio, quando l’America si svegliò dovendo digerire l’incredibile notizia.

Nel maggio del 2013 la rehab spontanea che sembrava averlo rimesso al mondo, se non fosse che il tunnel della droga abbia poi divorato Seymour Hoffman. Cacciato da casa dalla compagna di una vita Mimi O’Donnell, Philip è stato ritrovato con la siringa ancora infilata nel braccio. Nel suo appartamento la polizia ha scovato oltre 50 bustine di droga, mentre l’Universo gossip impazziva nel provare a scovare chissà quale verità taciuta. Possibilmente scandalosa.

Il National Enquirer attribuì all’amico sceneggiatore di una vita David Bar Katz un virgolettato clamoroso, che annunciava l’omosessualità di Hoffman. Tutto falso, intervista mai fatta, tabloid querelato e costretto a ritirare la notizia dal web. Ma ormai il danno era fatto. Cosa non si fa per vendere una copia in più. Aperto il testamento, Philip ha lasciato tutti i suoi averi alla madre dei suoi due figli, per poi venire ricordato da tutta Hollywood. Cate Blanchett gli ha dedicato il Bafta vinto per Blue Jasmine, cosa che potrebbe ripetersi domani notte, quando andranno in onda gli Oscar. Premio vinto da Seymour nel 2006 grazie alla maestosa prova d’attore in Truman Capote – A sangue freddo.

Fonte: DigitalSpy

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