Non poteva fare pubblicità peggiore al ritorno del Grande Fratello, un ex gieffino come Simon Grechi. Oggi attore consacrato dalla fiction Rai e Mediaset, da Rosso San Valentino a Le tre rose di Eva fino all’attesa Solo per amore con Antonia Liskova (in arrivo in autunno), ai tempi della partecipazione al Grande Fratello – nel 2006 – si chiamava ancora Simone Falsaperla.

Ora quell’esperienza vorrebbe solo rimuoverla, perché la ricorda come un vero e proprio sequestro di persona:

“La mia ragazza, oggi ex, era strafelice. Io confuso, ma c’era un milione di euro in palio. Non pensavo di vincere, però… Sono andato a Roma per i colloqui, lì mi hanno sequestrato in albergo, tolto il cellulare, non potevo nemmeno uscire. Immagino che chi gestisce il programma provi una libido rara nel sentirsi totalmente padrone”.

Simon pensa di essere stato scelto perché volevano uno irrequieto e ribelle. Sin dall’ingresso dice di aver provato paura:

“Faceva un caldo pazzesco, che loro pilotano apposta: la temperatura alta determina comportamenti più esuberanti. Lì non sai mai che ora è, e questo a lungo termine è terribile, dà un totale disorientamento psicologico, che ti porto al loro gioco, cioè la malleabilità”.

Lavaggio del cervello e pilotaggio, dunque, più che finzione:

“Non c’era un canovaccio da recitare. Sono rimasto dentro 99 giorni: neanche Servillo ce l’avrebbe fatta a recitare tutto quel tempo, 24 ore al giorno. Ho tenuto duro, finché ho preso una sedia di plastica e l’ho tirata contro due concorrenti. E’ il montaggio a falsificare la realtà, estrapolando dal flusso frasi, comportamenti. Vince chi rimane più concentrato”.

Simon dice che il Grande Fratello è peggio del militare:

“Il militare è più formativo: il suo obiettivo non è eliminare un avversario”.

Dice di aver perso completamente il contratto con la realtà. Era uno di quelli che chiedeva sempre giornali:

“Quando mi hanno levato persino il Porta Portese, rivista di annunci, incidevo con un coltello disegni e nomi sul tavolo, mi hanno tolto anche quello, e allora stavo a guardare il soffitto”.

Quando è uscito “è stato come evadere da una prigione. il primo periodo non riuscivo ad alzare le serrande di casa, i vicini mi osservavano. Così ti costruisci una cuccia, ti fai avvicinare solo dagli intimi. Economicamente era dura. A Milano non potevo più fare il mio lavoro. Ero troppo commerciale per i miei clienti della moda. Ho fatto una sola serata, 3000 euro. Mi servivano”.

Poi ha fatto un provino per Carabinieri ed è stato preso: lì è iniziata la sua fortuna come attore. Al Gf deve solo questo:

“Non mi sarei mai trovato con le spalle al muro, altrimenti, e quindi non avrei avuto il coraggio di buttarmi e fare l’attore. In qualche modo mi ha rafforzato”.

Non crede che guarderà la nuova edizione del Gf, perché non l’ha più guardato negli anni successivi. In compenso è curioso di sapere “chi crede ancora alla fata in questo periodo di crisi”.

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