Ha fatto della normalità la sua carta vincente, e la storia le ha dato ragione. Da giornalista sportiva a volto di punta della Rai, la carriera di Antonella Clerici non sembra conoscere crisi. Intervistata da Vero, la padrona di casa de La prova del cuoco ha spiegato di non essersi lasciata travolgere dalla noterietà di cui gode da un decennio a questa parte.

La mia è una vita semplicissima e forse proprio per questo mi sorprendo se quando vado al supermercato si crea un po’ di trambusto. Ancora oggi mi fa effetto quando la gente mi riconosce e mi ferma per strada. Molti colleghi si atteggiano parecchio e il divismo diventa il loro abituale modo di comportarsi. Io, invece, sono sempre rimasta ancorata alla realtà.

Nessun trucco, nessun inganno: Antonellina è una donna con i piedi per terra, cresciuta con principi saldi e allergica agli eccessi da diva.

Sono davvero così come appaio in tv. Da parte delle telespettatrici c’è un processo d’identificazione visto che quando ho un po’ di pancetta la faccio vedere, quando ho voglia di piangere lo faccio, quando mi metto in costume ho le forme morbide di una donna della mia età. Sono una di loro. Una donna del popolo, non nata ricca. Tutto quello che ho avuto l’ho avuto con grandi sacrifici. Sono consapevole di essere una privilegiata, ma resto una persona assolutamente normale.

Ora che è lei ad essere un genitore, la Clerici è riuscita ad impostare con la figlia Maëlle un rapporto di fiducia. Nata 5 anni dalla relazione con Eddy Martens, la piccola – nelle parole della madre – sarà una bambina “educata e rispettosa“.

Credevo che sarei stata apprensiva, anche solo per via della mia età. Mi immaginavo come una mamma un po’ anzianotta e sempre in ansia per la figlia. Al contrario, mia sorella – che è psicoterapeuta -, mi dice sempre che sono brava con la bimba perché non la tormento con le 1000 paure che tutti noi genitori abbiamo. Credo che anche mia figlia debba fare le sue esperienze, e se commetterà un errore, imparerà da quello e la prossima volta non lo farà più.

Tante belle parole. Ci riserviamo il diritto di intervistarla quando la figlioletta sarà in piena adolescenza. Saremmo curiosi di sapere cosa dirà allora.

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