Il 2012 non è stato un anno facile per Amanda Bynes. Nel giro di 12 mesi la nostra riuscì a beccarsi due accuse per omissione di soccorso e una per guida in stato di ebrezza. All’epoca le esternazioni assurde dell’ex bambina prodigio ci avevano fatto sorridere – come la richiesta di grazia avanzata a Barack Obama -, non sapendo che, di lì a poco, i problemi comportamentali dell’attrice avrebbero avuto la meglio su di lei.

Il periodo buio è passato, ma le conseguenze di quei gesti stanno cominciando a farsi vedere. Ieri pomeriggio il giudice che si occupa del suo caso ha stabilito che la star dovrà frequentare un corso sugli effetti dell’abuso di alcolici. A questo si aggiungono i 3 anni di libertà provvisoria a cui l’imputata dovrà sottoporsi e in cui la Bynes dovrà evitare ulteriori problemi con la legge. Altrimenti sono guai.

Poteva andare peggio, poteva andare molto peggio. È ipotizzabile che il magistrato abbia preferito andarci leggero per non compromettere il cammino riabilitativo della Bynes. Dopo il ricovero di sei mesi in una clinica psichiatrica, Amanda è potuta tornare a vivere insieme ai suoi genitori soltanto sul finire del 2013.

Di tornare a lavorare sul set non se ne parla nemmeno. Adesso l’orizzonte della 27enne è quello della moda. Senza dimenticare il difficile percorso verso una ritrovata normalità. Dopo anni di eccessi, non sarà facile.

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