Francesco Renga torna a Sanremo per la sesta volta e lo fa con due brani che promettono faville: uno di questi è “Vivendo Adesso” (testo), scritto da Elisa e incentrato su un tradimento. Difficile per chi ha la fortuna di incrociarlo non fare riferimenti alla crisi (o presunta tale) che qualche anno fa ha interessato la sua relazione con Ambra Angiolini e in questo caso è Libero a tracciare un parallelo tra il brano sanremese e la sua vita privata.

Inutile dire che Renga smentisce categoricamente che ci possa essere un benché minimo legame tra la canzone e la sua vita privata:

“Nella canzone si parla di questo ma la mia vita privata non c’entra nulla: ognuno di noi è stato deluso e tradito almeno una volta nella sua vita. Da un amico, da un collega, anche dal proprio partner, sì…”.

Dal proprio partner sì, si può essere traditi, ma non è la sua ‘storia’ con Ambra che Renga porta all’Ariston:

“Il nostro rapporto non c’entra nulla con la canzone. È una vicenda che taluni hanno voluto accostare al gossip che tempo fa ci aveva riguardato. Essendo personaggi dello show-business è stato sin troppo banale fare due più due”.

 

Nel frattempo la compagna lo descrive come un padre affettuoso e attento:

“Cerco di stare il più possibile con Jolanda e Leonardo. Gioco con loro, li accompagno a scuola. Hanno un padre normale, per questo. Lì non c’è il Francesco Renga che vende dischi o va a Sanremo”

dice il cantante, che al momento, invece, si ritrova in un vortice di appuntamenti, che lo vedranno ospite di Laura Pausini in un concerto a Città del Messico, da dove lancerà il suo CD in spagnolo prima di tornare in Italia e presentare il suo nuovo album di inediti. Questo girovagare per il mondo, però, non lo distoglie certo dall’osservare quanto accade nella politica italiana. E alla vigilia di un Sanremo che si prepara a essere nuovamente teatro di contestazioni politiche, Renga non esita a dire la sua sulla staffetta Letta-Renzi:

“Il discorso è semplice e al contempo complesso: questo Paese ha avuto per troppi anni una
classe politica che non si meritava. Ora penso sia stato fatto un piccolo passo in avanti: Renzi rappresenta una sinistra con la quale si può colloquiare, non un simbolo di chiusura rigida come quella precedente. Non lo vedo come membro di una nomenclatura ideologica che non fa sconti a nessuno. Non è un monolite e lo stesso Berlusconi se ne è accorto”.

Intanto a Sanremo si aspetta Grillo, che il cantante definisce “un elemento di rottura, per certi versi importante”: tra chi parla e chi canta l’Ariston sarà pieno di sorprese.

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