“Dopo la morte di mio padre mi sentii disorientato: ero il più piccolo dei quattro fratelli, non sapevo che fare della mia vita. E mi sono affidato alla figura che più mi ricordava mio padre”.

Così Beppe Fiorello, sempre schivo in tv, racconta a Massimo Giletti del suo rapporto con il fratello Rosario, già molto forte prima della scomparsa del padre, ma poi cresciuto dopo, quando un giovanissimo Giuseppe cercava una propria strada. Quasi inevitabile quindi che per il più piccolo dei fratelli Fiorello il punto di riferimento diventasse il ‘fratellone’ Rosario, che spopolava nei villaggi vacanze, dove anche lui ha lavorato a lungo, soprattutto con i più piccoli. Proprio in un villaggio fu raggiunto dalla notizia della morte del padre:

“Fu Rosario a dirmelo. Lui era a Milano, se non mi sbaglio, per lavoro ma prese la macchina e mi raggiunse nel villaggio dove lavoravo. Avevo la febbre a 40° e quando mi svegliai me lo ritrovai accanto al letto. Non mi disse niente, ma mi abbracciò. E io capii subito, senza che mi parlasse, cosa era successo e anche che riguardava mio padre”.

Da lì la sua vita cambiò:

“Ho seguito mio fratello: era l’uomo che più sentivo vicino alla figura di mio padre. L’ho seguito nei villaggi e poi a Milano. E andavo dietro la sua scia professionale e umana. Così sono entrato con lui nella famiglia di Radio Deejay, poi c’è stato il momento della musica…”

che le impietose Teche Rai riportano alla luce con una partecipazione di Giuseppe Fiorello con I Patti Chiari a una Domenica In del 1996 con Mara Venier (nulla cambia insomma). E lo rivediamo nel video in basso (da notare il micidiale look anni ’90).

Poi l’incontro con il cinema e la recitazione che ha trovato una sua ‘sublimazione’ nella fiction su Domenico Modugno, che gli ha cambiato la vita e nel quale ha ritrovato molto di suo padre:

“Quando arrivò la sceneggiatura di Modugno dissi di no per il rispetto immenso che ho per questo artista. Non mi sentivo all’altezza, anche se dentro avevo una grande voglia di farlo: una ‘contraddizione’ che mi ha fatto impazzire per mesi. Chiamai subito Rosario. Mi disse: “Lascia perdere, ti fanno un culo così” pensando a tutte le critiche che sarebbero potute piovere nel confronto”.

Poi cambiò idea:

“Dopo un po’ vide Alessio Boni fare Chiari in una miniserie tv e mi disse che una biografia di quel tipo con la Rai si poteva fare e anche bene e di non avere paura”.

E così l’ha fatto. E quella esperienza è diventata anche uno spettacolo teatrale, in cui la musica di Modugno si fonde al ricordo del padre:

“Ogni sera immagino che mio padre sia in teatro; me lo figuro in mezzo alla platea, magari a parlare con qualche mascherina, perché lui era uno che non stava mai fermo, mai”.

E domani Fiorello sarà su Rai 1 con una storia tra padre e figlio, i Maddaloni da Scampia: in apertura l’intervista realizzata a margine della presentazione de L’Oro di Scampia.

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