Alla fine ha ‘dovuto’ parlare anche lui, per difendersi dalle diffamanti accuse che negli ultimi giorni sono tornate a travolgerlo. Woody Allen ha infatti preso di petto lo ‘scandalo’ legato alle presunte molestie ai danni della figlia Dylan Farrow.

Ebbene dopo la presa di posizione di Ronan Farrow, che ha duramente attaccato il padre, e quella di Moses Farrow, che l’ha invece pesantemente difeso, Woody ha preso carta e penna per dire la sua sulle pagine del New York Times, quotidiano che la stessa Dylan aveva usato per rilanciare le sue bordate.

“Non ho molestato Dylan. Le volevo bene e spero che un giorno capisca che sua madre l’ha privata dalla possibilità di avere un padre che l’amava e che è stata manipolata da una madre più interessata alla sua rabbia personale che al benessere della figlia”. “Non ho molestato Dylan , chiunque sia sano di mente può vedere le cose per quello che sono. Prevalga il buon senso. Io avevo 56 anni e non ero mai stato accusato di fatti del genere”. “Con la separazione Mia si è presa i bambini. Io stavo male, non mi faceva vedere mio figlio Ronan da quando era nato; diceva: “Lui mi ha preso mia figlia, io prenderò il suo”. “Quando 21 anni fa ho sentito per la prima volta queste accuse di Mia Farrow ho trovato l’idea talmente sciocca da non darle peso. Mia insisteva con questa storia, un dottore visitò Dylan e negò la tesi supportata da mia moglie. Mia allora cambiò la sua versione dei fatti e la polizia iniziò delle indagini”.

Indagini, come più volte scritto, che non portarono a nulla. Allen venne scagionato per mancanza di prove, fino al ritorno all’attacco di Dylan e Moses, guarda caso a pochi giorni dall’apertura delle votazioni targate Academy che potrebbero portare lo splendido Blue Jasmine del regista a vincere qualche statuetta. A stravolgere le acque di casa Allen-Farrow lo ‘scandalo’ del 1992, quando Woody confessò l’amore nei confronti di Soon-Yi, figlia adottiva di Mia all’epoca 19enne. Una rottura mai digerita dall’attrice, soprattutto dopo il matrimonio tra Allen e Soon avvenuto nel 1997. Il Golden Globe alla carriera vinto poche settimane fa dal regista newyorkese potrebbe aver riaperto ferite mai chiuse, e soprattutto quintali di rabbia mai del tutto digeriti, facendo così riesplodere un ‘caso’ che si pensava chiuso da ben 20 anni.

Fonte: BBC

Iscriviti alla nostra newsletter
Altro su Dichiarazioni e interviste Leggi tutto