È tra i più attesi di Sanremo 2014 Nuove Proposte; non a caso il suo video è il più cliccato sulla pagina ufficiale del Festival. Ci riferiamo a Rocco Hunt, rapper napoletano che alla kermesse canora in partenza il 18 febbraio canterà un brano che dà il titolo al disco di prossima uscita con la Sony Music, Nu juorno buono. Nell’intervista concessa a Soundsblog qualche settimana fa aveva raccontato il brano, oggi il 19enne rapper al quotidiano Il Mattina ha svelato qualcosa della sua adolescenza. Rocco Hunt, all’anagrafe Pagliarulo, ha parlato del rapporto con papà Giovanni e mamma Alfonsina e con la sua città:

Siamo una famiglia povera, ma onesta, come diceva Troisi. Io ho fatto il pescivendolo, ho preso la maturità da ragioniere e non ho potuto continuare la scuola. Ma il rapo mi ha insegnato molto, è stato il riscatto per me e la mia famiglia: a Salerno adesso sono quello che va in tv da Fazio, non il ragazzino che sprecava il suo tempo farneticando nel microfono. Magari tutti gli emigranti potessero essere come me. E poi, la mia stanzetta, sta sempre là.

Rocco Hunt ha anche confessato che la famiglia in passato aveva mostrato molto diffidenza rispetto alla sua scelta di intraprendere la strada del rap:

Come poteva non esserlo? Avevo 11 anni ed ero stato illuminato dal rap dopo aver ascoltato i Cadardo Energizer, rapper salernitani old school. Mio padre pregava rivolto verso una statuetta di Padre Pio che abbiamo in casa. “Perché? Fammi la grazia, non fargli sprecare tempo”, diceva al santo. Oggi è orgoglioso di me. E io sono fiero di aver studiato le rime del ghetto, le Black Panthers, i primi alfieri hip hop.

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