Selvaggia Lucarelli: "Mio figlio Leon non ha danneggiato la mia carriera, l'ha aiutata"

Le dichiarazioni di Selvaggia Lucarelli, in versione mamma di Leon, nato 9 anni fa dal matrimonio, poi naufragato, con Laerte Pappalardo

selvaggia

Selvaggia Lucarelli è tornata a raccontare la maternità in un'intervista concessa al blog di TgCom, Vivalamamma. La blogger e giornalista, che spesso (troppo?) sui social network ha parlato del figlio Leon, nato 9 anni fa dal matrimonio, poi finito, con Laerte Pappalardo, ha assicurato di non aver mai temuto che la nascita di un figlio potesse danneggiarla a livello lavorativo.

Casomai i mariti o i fidanzati! Mio figlio ha aiutato molto la mia carriera perché è sempre fonte di riflessioni, ispirazione e gratificazione. La maternità ha toccato delle corde che non pensavo di possedere, mi ha resa più sensibile ma allo stesso tempo più concreta, perché con un figlio si ride, si piange, ma si deve pure pensare a dargli da mangiare.

La Lucarelli ha svelato che pur essendo una persona piuttosto autoritaria, con il figlio si è sempre comportata in maniera "estremamente permissiva e poco apprensiva". Interpellata sulla difficoltà di gestire la separazione (a tal proposito ecco cosa ha scritto qualche giorno fa su Facebook), la giornalista e conduttrice radiofonica ha spiegato:


Per me esiste un unico punto fermo: chiunque vada in tv a raccontare beghe legate a separazioni e minori, meriterebbe l’intervento del tribunale dei minori. I pannolini sporchi si lavano a casa, lo dico da anni. Immagino quei poveri bambini che un giorno apriranno Google e leggeranno che il proprio padre ha accusato la propria mamma di essere una drogata o una belva o che la mamma ha accusato il padre di essere stato assente o di essersene fregato del figlio. Gli interessi dei figli non si fanno mai in tv, si fanno a casa, mantenendo pudore e buonsenso. O nei tribunali. Le paillettes non si addicono alle separazioni.

Quindi in merito al rapporto con il web di Leon, l'ex nuora di Adriano Pappalardo ha precisato che il figlio ha un account Twitter ma "ci va raramente e sempre con me". Poi però ha chiarito:

Per il resto, il web non è un posto di maniaci adescatori. C’è gente losca, come c’è sotto casa, al bar, sull’autobus. Va spiegato che il male esiste anche lì senza fare del terrorismo e controllando molto. Ma anche in questo caso, attenzione sì, Gestapo no.

Selvaggia ha poi svelato che per gestire Leon si fa aiutare da una babysitter, ma soltanto sei ore a settimana:

Per il resto Leon cresce con me, vede il padre e per me la regola è accompagnarlo e andarlo a prendere a scuola, sempre, salvo rare eccezioni. È bello farsi buttare le braccia al collo quando escono da scuola: verrà il giorno in cui uscirà e farà finta di non conoscermi o dirà “ciao ma’”, masticando una cicca. Meglio godermelo ora.

Infine, l'aneddoto riguardante un momento di vera commozione provata per 'i primi passi' di Leon:

Per me un momento incredibile è stata la prima volta in cui gli ho sentito dire “Io”. Avrà avuto un anno e mezzo. Camminava e continuava a dire “io” indicandosi con il dito. Aveva scoperto l’identità, la percezione di sé. Non era più me, la mamma, noi. Era Leon. Per me è stato quello il giorno in cui ha cominciato a camminare sulle sue gambe, non quello in cui ha fatto i primi passi. Mi sono commossa.

Foto via Facebook

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