Tutto cominciò con queste parole: “Hai le ore contate. Stiamo lavorando per te, per rovinarti, schifoso. Stiamo cercando le prove e alcune le abbiamo già trovate. Quando saremo pronti faremo scoppiare il “bubbone” e tu sarai finito come uomo e come clown”.

Tutto finisce con queste parole: “Va bene, chiedi scusa al giudice e io ritiro la denuncia”.

Protagonista della vicenda è Pupo. Il cantante e conduttore ha perdonato F.G., l’uomo accusato di averlo minacciato tramite il suo blog nel 2010 a seguito della partecipazione dell’artista in gara al Festival di Sanremo assieme a Emanuele Filiberto e Luca Canonici con il discutibile pezzo Italia, amore mio.

Pupo aveva denunciato pubblicamente, nel suo programma radiofonico, le pesanti minacce ricevute via informatica e si era difeso definendosi un uomo onesto. Tra i messaggi scritti sul suo blog (non pubblicati, in quanto rimasti in sospeso in quanto non approvati) c’era anche il seguente, ancor più violento:

Ancora non ti vergogni, nano malefico. Tu e quel bastardo del principe. Sei un morto di fame, che si è accontentato di qualche proprietà del principe e dei suoi soldi per farlo sfondare in tv. Vergognati, nano schifoso! La mattina, quando ti radi, ti guardi allo specchio? Ripudia pubblicamente il principe e torna a comportarti correttamente…o saranno guai…Sprofonderai nel baratro dal quale provieni, tu e quel bastardo del principe. E appena puoi, rinuncia alla cittadinanza italiana, non sei degno di essere italiano!!!!!!! Non vediamo l’ora di colpirti a dovere…..Hai poco tempo ormai.

Dopo la denuncia di Enzo Ghinazzi, questo il vero nome di Pupo, il Nucleo Speciale Frodi Informatiche della Guardia di Finanza aveva rintracciato la persona proprietaria del computer da cui erano partite le minacce.

F.G. ha sempre negato di essere stato lui l’autore di quegli scritti rivelando anzi che “a me la tua musica non piace ma mia mamma è una tua fan”. L’uomo aveva così ipotizzato che qualcuno si fosse infilato al suo computer. Pupo ha risolto così la questione al tribunale civile di Roma:

Non ti credo, ma vai davanti al giudice, chiedi scusa e io ritiro la denuncia.

E così è stato. Abbracci e commozione, Pupo ha ‘assolto’ il presunto stalker, condannato al solo pagamento delle spese processuali.

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