Kirsten Dunst racconta come è guarita dalla depressione

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La depressione, si dice, è una brutta bestia e non guarda in faccia nessuno. Anche le star possono esserne vittime, e una di loro è Kirsten Dunst, che non ha mai nascosto quel periodo terribile della sua vita, passato nel 2008, quando è stata ricoverata per sei settimane in una clinica dello Utah. Allora si disse che ci era finita perché alcolizzata, la verità è invece che l'attrice fu vittima di una forte depressione.

Nel suo ultimo film, Melancholia, che l'ha vista trionfare a Cannes, interpreta la parte di Justin, una giovane donna sofferente di depressione. Al settimanale A, che le chiede se non le ha fatto male ripercorrere quei momenti nei film, momenti che lei ha vissuto in prima persona, risponde:

"Ora non più. Ne ero già uscita, ma parlarne con lui (il regista Lars von Trier ndr) è stata la cura definitiva. Non ho avuto paura di mettere la mia malattia - quando riesci a dirlo significa che sei guarita - nel film."


Ma come ne è uscita definitivamente, cosa l'ha aiutata?

"La famiglia e i miei amici. Continuavo a chiedermi perché non mi sentivo felice. Sono guarita quando ho capito che ero prigioniera delle aspettative altrui. Sono fiera di essere riuscita a diventare, da un'attrice bambina, una donna attrice. Oggi non sono sempre felice, ma sono io il mio punto di riferimento".

Certo ciò che scrivono i giornalisti non sempre l'aiuta:

"La maggior parte di ciò che scrivono è una bugia. Scopro di essere stata in luoghi in cui non sono mai passata. Smentisco di essere il tipo che va a letto con tutti i suoi partner e col primo che incontra in un locale. Non parlo del mio privato."

E come darle torto?

Fonte: settimanale A

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