Comparire sulla copertina di Vogue: è una conquista non da poco per una come Lena Dunham. Per lei la stampa ricorrere spesso alle parole “bellezza non convenzionale”: ma più che un complimento, suona quasi come un eufemismo per “bruttina e non in forma”.

Qualsiasi sia il vostro giudizio sulla star di Girls, serie televisiva cult di cui la stessa Lena è autrice, i suoi successi professionali sono fuor di dubbio: a partire dal piccolo schermo, per poi passare al contratto milionario firmato dalla Dunham per il suo primo libro, fino ad arrivare alle copertine a lei dedicate.

Nell’intervista che accompagna il servizio fotografico di Vogue, la 27enne newyorchese racconta di essere abituata allo status di outsider: a scuola non era esattamente la ragazza più in vista dell’istituto.

Mi consideravo piuttosto impopolare. Non era colpa di nessuno: non sono andata al liceo con persone cattive, ma non sentivo di farne parte. Ho cominciato ad avere amici veri solo dopo essermi laureata ed aver cominciato a lavorare con le persone con cui lavoro ora.

Insomma, nessuna aneddoto strappalacrime, non c’è bullo ad aver “formato” la Lena di oggi. Il percorso artistico di questa insolita diva è quella di una ragazza qualsiasi, con dei personaggi da raccontare e le capacità narrative per farlo. Semplice a parole, difficile da mettere in pratica, soprattutto quando non si ha in mano il jolly della bellezza. Eppure, come si dice in questi casi, il resto è storia.

Lena Dunham, la prima copertina su Vogue

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