Donatella Rettore e l’intervista che non ti aspetti. Ospite a sorpresa di Razza Umana, il talk condotto da Piero Marrazzo nella seconda serata di RaiDue, la cantante ha parlato a trecentosessanta gradi della sua carriera, rivelando anche qualche aneddoto personale finora inedito. La nostra, che non ci azzarderemo nemmeno a chiamare “Donatella” perché quel nome, si sa, la indispone, ha ripercorso la sua adolescenza, ha dato il suo parere sulla chirurgia plastica e, last but not least, ha anche avuto modo di ribadire un semplice concetto: Il Cobra non passerà mai di moda.

Quando il conduttore le ha mostrato una serie di video presi da Youtube che immortalavano persone alle prese con il karaoke di questo storico brano, la Rettore non si è certo stupita. Prima ci racconta la genesi del brano e poi si lancia in un’esternazione piuttosto condivisibile:

Ero una femminista convinta quando l’ho scritta e il testo mi è venuto come risposta a un mio amico cantautore lucano che diceva sempre: “Ma dove volete andare voi donne? Noi uomini c’abbiamo il cobra!”. Così ho voluto scrivere una canzone proprio su quell’argomento per dimostrare che anche le donne potevano avere qualcosa da dire, in merito. Pensa che di recente ho visto anche un video di gente nuda che cantava Il Cobra, ciò significa che è ancora attuale. Senza contare poi che proprio in uno dei miei ultimi dischi, Caduta Massi, parlo del calo del desiderio, una triste realtà, purtroppo. Insomma possiamo dire che Il Cobra sia un tema ancora attualissimo…basta che si alzi!

Detto questo, la cantante si è lanciata in una bocciatura parziale della chirurgia estetica che, a suo dire non sarebbe “giusta quando ti cambia i connotati”. Ma ha anche ammesso che, da ragazza, non si piaceva per niente. Proprio da questo malessere nacque il testo di Splendido Splendente:

Splendido splendente l’ho scritto quando ero una ragazza cicciotta, pesavo 75 chili. Mi domandavo se un giorno sarebbe mai stato possibile avere gambe snelle e non quelle botticcelliane che mi ritrovavo. Non mi piacevo per niente. Quel brano, adesso, lo rivedo come se fosse un mio sogno del tempo e ha un testo davvero brillante, secondo me.

Ma la canzone che le è rimasta più nel cuore, comunque, sembra essere Il Cobra. Anzi, più che “nel” cuore, proprio “sul” cuore, direi. O quantomeno da quelle parti. Giudicate voi:

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