L’infinita vicenda sulla paternità della piccola Pia, figlia di Raffaella Fico, sta per arrivare a una conclusione, stando a quanto pubblicato oggi da La Gazzetta dello Sport.

Ieri, 9 gennaio, il giudice Giuseppe Ondei del tribunale di Brescia ha infatti nominato il consulente tecnico d’ufficio che dovrà presentare in aula, tra quattro mesi, i risultati del test del DNA, al quale il calciatore del Milan dovrà sottoporsi nei prossimi giorni.

A maggio, quindi, si scoprirà finalmente se la Fico ha detto la verità fino a questo momento e se potrà prendersi la soddisfazione di rinfacciare a Mario Balotelli e ai suoi familiari tutte le cattiverie subite, a suo dire, nell’ultimo anno.

Tra quattro mesi Pia avrà un anno e mezzo e saprà quindi finalmente se Mario è il suo papà e, in quel caso, lo potrà incontrare per la prima volta. Il calciatore, recentemente e all’inizio della causa davanti al tribunale di Brescia, ha dichiarato di essere pronto ad assumersi le sue responsabilità:

Ho detto sempre che, una volta appurato che la bambina è mia figlia, farò per intero il mio dovere verso di lei.

Pochi giorni fa, parlando del test del DNA, la Fico ha ribadito, attraverso le pagine di Diva e Donna:

Ne sono certa, ma spero proprio che lo faccia questo test del Dna. E ribadisco che, quando l’ho fatto chiamare per tre volte non si è presentato. Voglio solo far valere i diritti di mia figlia ed è per questo che mi sono rivolta alla legge. Perchè Mario deve dare il suo cognome a Pia! qualsiasi donna avrebbe fatto lo stesso. La bambina crescendo vorrà sapere chi è suo padre e io le dirò sempre la verità.

Quella verità, ormai, sembra sempre più vicina.

Fonte | La Gazzetta dello Sport

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