Lanciato da Steven Spielberg nel 2011, quando il regista lo volle anche se praticamente sconosciuto per il suo War Horse, Jeremy Irvine è poi tornato in sala nel 2012 con Now is Good e Grandi speranze, per poi prendere parte all’atteso The Railway Man. Diretto da Jonathan Teplitzky e con protagonisti Colin Firth e Nicole Kidman, quest’ultimo titolo ha visto Irvine indossare i panni di un Firth ‘giovane’, e non senza problemi di tipo recitativi.

Tratto dal racconto autobiografico del soldato Eric Lomax, e ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, il film ha infatti portato il giovane attore britannico, 23 anni appena, a ‘trasformare’ il proprio fisico, dovendo rendere credibile le difficoltà della Guerra. Anche dal punto di vista alimentare. Come raccontato al magazine InStyle, Irvine ha così dovuto lasciare per strada ben 28 libbre, limitando al massimo i pasti quotidiani:

“Nella mia dieta non c’era più di una scatoletta di tonno al giorno. Ho perso quasi 13 chili. Ero così affamato, tutto il tempo, che a tratti ho perso la testa. Non avevo energie e facevo un sacco di sogni assurdi. Persino i miei genitori si sono preoccupati. Avevo un dietologo sul set che mi teneva d’occhio costantemente. Per uno della mia generazione è impossibile sapere cosa ha passato un prigioniero di guerra. Se sono riuscito a renderlo realistico è solo grazie ad Eric”.

Questo il nome del dietologo che ha seguito passo passo il divo inglese, per una ‘dieta’ cinematografica che ad Hollywood sempre più sta prendendo piede. Perché si contano ormai sulle dita di 20 mani gli attori che negli ultimi anni hanno accettato di igrassare e perdere peso per ‘lavoro’. Sognando magari l’idea di un Premio Oscar… il più delle volte finito ad altri.

Fonte: ContactMusic

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