Keira Knightley non è una di quelle attrici che amino molto far parlare di sé: riservata fino all’estremo, a malapena ha dato la notizia di essersi sposata con James Righton, musicista del gruppo dei Klaxons, e addirittura detesta Twitter, sul quale è stata iscritta per pochissime ore.

Intervistata come cover girl del numero di Harper’s Bazaar di Febbraio 2014, l’attrice inglese ha messo subito le cose in chiaro sulla propria privacy:

Mi piace essere riservata. Non ho chiesto a molte attrici che ammiro “Come fai a fare questo e quello?” perché non lo voglio sapere. Forse sono infantile, ma proprio non mi interessa sapere cosa succede nella tua vita.

Riservata sì, femminista pure, ma in un modo tutto particolare. Keira Knightley ci ha tenuto a specificare come l’evoluzione della parola “femminismo”, spesso vituperata dalle culture nazionali, abbia ormai raggiunto uno status positivo, come di forza femminile da riscoprire: una nuova prospettiva, insomma.

Credo che sia una buona cosa che le discussioni sul femminismo siano giunte ad un punto ragionevole, in opposto a chiunque nomini il femminismo e tutti rispondano “oh, chiudi quella c*zzo di bocca”. In qualche modo, femminismo era diventato una brutta parola. Credo che sia stato strano per un bel po’ di testo, ma adesso mi sembra molto bello che stiamo progressivamente venendo fuori da tutto questo.

Argomento molto sentito dall’attrice, abituata a lavorare in un mondo dominato da uomini:

Vado a lavorare alle 5.30 di mattina e non torno a casa prima delle nove di sera. La maggior parte dei ragazzi con cui parlo – e ho parlato davvero con un sacco di persone di questo argomento- mi dicono (sussurrando) “Mia moglie fa tutto” e tu pensi “Ma perché non ci ho pensato cinque anni fa?” Hollywood ha ancora parecchio da lavorare a proposito. Non credo che si possa negare che, malgrado le donne abbiano sempre più ruoli di comando… sono ancora troppo poche.

Via e Foto | Harper’s Bazaar

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