Marcello Torre Calabria è stato uno dei protagonisti della nona edizione del Grande Fratello, al termine della quale si è classificato al secondo posto. Marcello è ricordato soprattutto per la cultura non proprio eccelsa, per essere stato, all’interno della casa, un vero e proprio Pastamatic umano, in quanto non hanno fatto altro che impastare e sfornare pane e cornetti per tutti (il panettiere era il suo lavoro) e per essere stato uno dei bersagli più riusciti della Gialappa’s band che hanno coniato per lui il soprannome poco edificante di Carismio.

Nonostante la sua preparazione culturale, come già scritto, fosse ai limiti del basilare, Marcello Torre Calabria ha recentemente pubblicato un libro.

Dopo la sua partecipazione al GF, si sono praticamente perse le tracce di Marcello ma nonostante ciò l’ex gieffino ha ritenuto che ci fossero tutti i presupposti per scrivere addirittura un romanzo autobiografico!

Il titolo è emblematico: Dal Grande Fratello al pane quotidiano. Con questa opera letteraria, Marcello ha voluto raccontare la trasformazione della sua vita, dall’anonimato fino alla visibilità nazionale con l’ingresso nella casa più famosa e spiata d’Italia.

Gli intenti di questo libro, però, sono nobili e valgono quasi come un consiglio per gli aspiranti concorrenti del reality di Canale 5: Marcello ci tiene a precisare che, nonostante il successo conquistato con il GF, è rimasto un ragazzo con la testa sulle spalle.

Marcello, infatti, ha concretizzato al massimo l’esperienza al Grande Fratello, non sperperando nulla e puntando tutto sull’apertura di un locale, La Casa di Marcello, un ristorante, bar e pizzeria che si trova a Capriolo, paese in provincia di Brescia, e nel quale è possibile acquistare il suo libro.

Marcello Torre Calabria ha commentato questo libro con la seguente dichiarazione:

Il messaggio che lancio ai ragazzi è quello di impegnarsi sodo. E quando si raggiunge il successo bisogna essere razionali.

Marcello ha dedicato questo libro a Mary, la nonna di 86 anni, e i proventi del libro saranno devoluti in beneficenza, all’associazione Angeli per la vita che assiste i malati della sindrome di Menkes.

Bravo, Marcello!

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