Quando si parla di Gerard Depardieu non si fa altro che citare uno dei più grandi e prolifici attori della storia di Francia. 62 anni, 4 figli e 3 nipoti, Gerard ha debuttato sul grande schermo nel lontano 1967, con Le beatnik et le minet di Roger Leenhardt. Da allora, in 46 anni, ha preso parte a quasi 180 film, tanto da diventare Cavaliere dell’Ordine nazionale al merito nel 1985 e Cavaliere dell’Ordine della Legion d’onore nel 1996.

Una vera e propria istituzione transalpina, innamorato del vino, delle belle donne e dalla corporatura massiccia. Tanto dall’avere pochi anni di vita dinanzi a se’. A snocciolare la clamorosa verità del giorno Julie, ovvero una delle figlie del grande attore, anch’essa attrice nonché vincitrice di due Premi César nell’edizione 2004 e di uno nell’edizione 2008. Via Le Monde, a sorpresa, la donna ha confessato:

“Non invecchierà più di tanto. Ora ha 65 anni, non è tanto. Ma quando sai ciò che fa, non durerà tanto, te lo dico, tra cinque anni non ci sarà più. E’ lui il prossimo, lo so. Non durerà”.

Parole pesanti come macigni diventate ancor più sferzanti nel descrivere il ‘carattere’ del celebre papà, a quanto pare tutt’altro che amorevole nel crescere i propri figli:

“E’ un mascalzone, dice una cosa, ma può fare il contrario, bisogna diffidare, non si sa mai. Non è un traditore, no, ma comunque non bisogna fidarsi”. “E’ un handicappato, uno che non può mai stare fermo in un posto. Quando sei piccolo, hai bisogno di un confronto con tuo padre. Guillaume ha molto sofferto che non badasse a lui. È molto simpatico, ma non si può esistere a lungo al suo fianco”.

Inevitabile il ricordo di Guillaume Depardieu morto pochi anni fa, per un odio nei confronti di Gerard che ha portato la 40enne Julie a ricorrere persino alla chirurgia estetica. E non una volta, bensì in 5 occasioni. Il motivo?

“È una questione identitaria, non volevo essere più bella, ma soltanto non avere quel naso lì, che assomigliava troppo a quello di un membro della mia famiglia”.

Quando si dice lavare i panni sporchi in pubblico… perché tutto il mondo è paese.

Fonte: Standard.Co

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