Demi Lovato ha sperimentato sulla propria pelle cosa voglia dire diventare famosa giovanissima e in breve tempo. La cantante ne ha parlato, per l’ennesima volta, ai microfoni della rivista Nylon, che a lei dedicherà la copertina del prossimo numero.

I miei genitori cercavano di controllarmi, ma io dicevo: “Ah sì, sono in punizione? Beh, sono io a pagare le bollette”. Hanno fatto del loro meglio. Penso che questo sia uno dei motivi per cui molte star giovani faticano, soprattutto quando sono loro a fare i soldi o a mantenere la famiglia. All’epoca la mia mentalità era “lavora soda, gioca duro”. Era difficile sentire la parola ‘no’. Volevo essere io a fare le regole. Se ero abbastanza adulta da arrivare dove ero arrivata, lo ero anche per fare baldoria come un adulto. Ovviamente non era così.

Nel 2010, dopo aver malmenato una ragazza, Demi venne convinta a ricoverarsi in rehab. Da subito l’ex stellina della Disney capì che la sua esperienza poteva aiutare altri giovanissimi con il vizio delle sostanze stupefacenti.

Quando i miei genitori vennero a trovarmi gli chiesi se si sapesse in giro. “Sì, se ne parla ovunque. Come vuoi affrontare la situazione. Potremmo dire che sei qui per aver un po’ di tempo per te”. Oppure essere onesti al 100% e mostrare a tutti che ce la puoi fare e che anche altre persone possono farcela.

Nonostante quel periodo abbia rappresentato una svolta personale e professionale, la Lovato vorrebbe lasciarselo alle spalle una volta per tutte.

Mi piacerebbe separarmi dall’essere la ragazza che ha sconfitto i propri problemi. O la ragazza della Disney che è finita in rehab quando lavorava ancora per la Disney. Non voglio che il pubblico senta le mie canzoni alla radio e dica: “Ah, quella è la tipa che si tagliava“.

Cara Demi, per noi rimarrai sempre la celebrità che va a caccia di fantasmi. Dicci tu qual è peggio fra le due alternative.

Via | Nylon

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