Edoardo Sylos Labini ha intervistato per IlGiornaleOff il collega Leopoldo Mastelloni. L’attore napoletano ha parlato di omosessualità e non solo, riuscendo a non risultare mai banale. Mastelloni sul tema dell’omofobia e della discussione sui matrimonio tra gay ha detto:

Ora si tende a proteggere legislativamente tutte le diversità, tra cui anche quelle degli omosessuali, che forse pretendono troppo perché vogliono travestirsi da ‘normali’, nel senso borghese e cattolico della parola. I diritti civili sono sacrosanti, però io non credo neanche più al matrimonio tra uomo e donna, pensa se posso essere d’accordo sul matrimonio omosessuale!

Mastelloni ha quindi aggiunto che “l’importante è volersi bene, viviamo in una nazione cattolica e siamo credenti, il cattolicesimo non ammette queste cose e non vedo perché dobbiamo andare a ‘sfottere ’a mazzarella a San Gennaro’, come si dice a Napoli”. Sulle adozioni l’attore, che spesso vediamo in tv ospite di Barbara d’Urso, non si è sbilanciato affermando che si tratta di “un discorso molto personale:

Credo che per un bambino vivere in una comunità, che sia di uomini o di donne, in una famiglia, sia molto meglio che vivere il trauma dell’orfano. Bisogna che non sia una famiglia come quella di Marilyn Monroe, perché nelle famiglie succedono cose bellissime ma anche cose turpi, come vediamo ultimamente con gli scandali delle ‘baby squillo’. Non si può generalizzare, sono per i diritti civili di qualsiasi essere vivente compresi gli animali, però ogni caso è singolo e singolare.

Mastelloni, ricordato da molti per la clamorosa bestemmia proferita in diretta tv durante il programma Blitz, inoltre ha svelato di non sentirsi più a suo agio nella sua Napoli, città nella quale ha subito molti furti, l’ultimo dei quali la scorsa estate:

Vivo a Napoli con grande terrore, non la riconosco più soprattutto da un punto di vista civile, per non dire culturale. Non capisco più il popolo napoletano, va bene che la cattiva amministrazione ormai ha ucciso la vera anima di Napoli, che è stata una città all’avanguardia dal punto di vista civile e culturale, oggi non esiste più e lo dico con grande rammarico. Oggi in Italia nello spettacolo – cinema, tv, radio, teatro – quello che conta è la comicità, che va benissimo, ma non deve cancellare tutto il resto. Se non sei un comico di Zelig, di Colorado o di Made in Sud non riesci a fare niente.

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