“Sul mercato dell’usato siamo perfette. Chissà quanta gente non vedeva l’ora di vederci a vendere ai banchi del mercato”

dice la Parietti, subito rimbeccata da Vladi, che precisa:

“Sì, però siamo usato sicuro”.

La gag ovviamente si gioca facile.

Mentre Vladi mette all’asta souvenir dell’Honduras  e vestiti in lamé, compresa la felpa indossata durante L’Isola dei Famosi, la Parietti offre oggetti di famiglia, come i dischi del padre e i libri d’arte della madre, persino i suoi (interessantissimi) libri di aritmetica delle medie (ehm). Ma il pezzo migliore della sua ‘collezione pro Sardegna’ è il cappotto originale indossato da Christopher Lambert in “Nirvana” di Gabriele Salvatores. Ma non se n’era già liberata?

Già ad aprile, infatti, la Parietti aveva dichiarato di averlo donato a Cristiano De André, a testimonianza di quanto ormai la sua storia con l’attore francese fosse superata, archiviata, ormai fuori anche dal suo armadio. Oggi però quel cappotto è riapparso. Ma come è possibile? La Parietti, memore della sua precedente dichiarazione, ha chiarito che di questo cappotto ne esistono due pezzi:

“Di questo cappotto, in cachemere disegnato di un grandissimo stilista, ne esistevano due copie: una l’ho regalata a un mio caro amico, l’altra l’aveva Riccardo Avino, il mio segretario, che l’ha ceduta per il popolo sardo”.

Colpo di scena, quindi! Di cappotti originali di Lambert ne esistono ben due! E a questo punto il dono ‘simbolico’ all’amico Cristiano perderebbe un tantino di effetto, visto che, alla fine, un altro era sempre ‘pronto’ a casa dell’assistente di Alba. E immagino che dietro la decisione di Avino di mettere il ‘secondo’ cappotto di Lambert all’asta ci sia in fondo la manina della Parietti. E se invece ne esistesse uno solo e De André avesse deciso di liberarsene una volta e per tutte, per di più per una nobile causa?

Alla fine della puntata il banchino delle dame di carità ha raccolto 2.700.000 euro. Non male. Il cappotto, però è rimasto invenduto: visto il suo valore la Parietti non l’ha voluto ‘svendere’ e ha deciso di donarlo a Quelli che il Calcio perché lo metta all’asta se e come riterrà opportuno. Voi quanto sareste disposti a offrire? Considerate la nobile finalità, orsù.

A mio avviso, però, il pezzo più appetibile della sua asta era la parrucca indossata ne “Il Macellaio”. Chissà se l’ha venduta e a quanto. Intanto la missione beneficenza ha avuto il suo perché.

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