L’ex tronista di Uomini e Donne, Karim Capuano, è tornato in tv per parlare nuovamente della vicenda relativa alla presunta aggressione, con tanto di morso ad un orecchio, ai danni di un suo collaboratore di nome Remo Rullo, di cui è stato accusato.

Capuano, come ha già fatto in alcune precedenti occasioni, si è difeso dalle accuse con un’intervista concessa a Barbara D’Urso e andata in onda nel corso della puntata odierna di Domenica Live.

Karim ha esordito, ricostruendo il fatto e fornendo, ovviamente, la sua versione:

Non è vero che gli ho morso l’orecchio. Mi sono solo difeso. Mi ha dato due pugni nelle tempie. Avevo la faccia deturpata. Ho reagito e gli ho bloccato la mano con i denti. Io ho rifiutato una richiesta sua e mi assillava da mesi. Non dico cosa. Eravamo in tre quella sera. Abbiamo cenato insieme in un ristorante di Sushi. Io non posso bere molto a causa del coma. Gli altri hanno bevuto molto di più. Usciti dal ristorante, lui continuava a chiedermi questa cosa ma io non potevo. Io già lo aiutavo da tre mesi. Ha fermato la macchina alla prima piazzola. Io ho dato due pugni sul parabrezza e poi lui mi ha dato due pugni nelle tempie. Da un punto di vista logistico, era impossibile dargli un morso all’orecchio. Ho fermato io il metronotte e l’ho fatta chiamare io l’ambulanza perché ero preoccupato. La terza persona aveva gli occhi bianchi e si lamentava, era in panico dallo spavento. O forse ha mangiato poco e bevuto molto. Questa è la verità.

L’ex tronista e modello ha successivamente iniziato a parlare di Remo Rullo, descrivendolo come una persona che lavorava per lui e che verso il quale si è sempre comportato bene, non lesinando gesti di altruismo:

Lui è una persona con delle difficoltà. Lui mi ha aiutato quando è morto mio padre. Era una persona che gli davo pranzo e cena. Lo pagavo ogni volta che mi accompagnava in macchina.

Dopo un filmato con le dichiarazioni dell’avvocato di Remo Rullo, che ha ovviamente confermato la versione dell’aggressione e del morso all’orecchio, Karim Capuano ha cercato di evidenziare le presunte contraddizioni di questa vicenda:

Sono io Hannibal Lecter. Io non mi meritavo l’occhio nero dopo averlo aiutato. Io al contrario suo, sono un signore. Io ho visto il signor Rullo con una fascia ma il lobo dell’orecchio c’era. Aveva solo un cerotto al centro dell’orecchio. Aveva solo un taglio. Io ho un amico aperto dalla gola al pube e aveva solo 47 punti. Come hanno fatto a mettere 55 punti su un orecchio? Non sono un cannibale.

Messo alle strette dal referto medico di Rullo, però, Capuano ha continuato a sottolineare, sempre dal suo punto di vista, i paradossi di questa storia, non fornendo però una replica soddisfacente:

Se uno ha un orecchio strappato, come fa a darmi due cazzotti? Ho strappato e sputato l’orecchio? Evidentemente, oltre al coma, ho perso pure la memoria. Io non sto cercando una difesa, sto cercando la logica delle cose dette. Io faccio parte del mondo dello spettacolo. Remo Rullo, chi l’avrebbe conosciuto senza di me?

L’intervista è terminata con un appello di Karim Capuano al suo “rivale”:

Caro Remo, ti ho dimostrato tutto il mio bene, lo sai perché è andata così. Non dovevi andare in tv, sarebbe stato meglio se tu fossi venuto da me. Se tu mi attacchi, io come faccio a controllarmi… Ti voglio bene e non dimentico i momenti belli passati insieme. Non provo rancore nei tuoi confronti.

L’ultima dichiarazione di Karim, però, contiene una frase sibillina sottolineata dalla stessa conduttrice:

I giornalisti in 3 mesi hanno dato 3 versione di me. Dal miracolato a Mike Tyson fino a passare per vittima. Remo, questo mondo non è il tuo mondo. Non so cosa ti hanno dato per dire certe cose.

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