25 novembre 2013: in un comunicato stampa, Barbara d’Urso respinge tutte le vicende attribuitegli da Ruby e pubblicate in un documento dal Fatto Quotidiano. Ecco il comunicato diffuso dai legali della conduttrice.

«Barbara d’Urso, ancora una volta, respinge sdegnata ogni accostamento del proprio nome al c.d. Rubygate. Come è noto a tutti gli organi di stampa, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato delegato dal PM, dott.ssa Boccassini, aveva escluso sin dal marzo 2011 la presenza di Barbara d’Urso nelle circostanze di tempo e di luogo riferite da Karima El Mahroug. Ciò è avvenuto a seguito di indagini intese a verificare l’attendibilità della giovane marocchina, che riguardo alla persona di Barbara d’Urso ha evidentemente detto il falso.

Appare dunque strumentalmente diffamatoria l’estrapolazione dalle motivazioni della sentenza del c.d. processo Ruby di uno stralcio di verbale, reso dalla El Marhoug, del quale era già nota da tempo la falsità.

D’altra parte, con riferimento al falso coinvolgimento della d’Urso nel Rubygate, già il Tribunale di Varese (nello scorso mese di agosto) ha emesso sentenza di condanna al risarcimento del danno, rilevando che sin dal 14 marzo 2011 le investigazioni della polizia avevano smentito le dichiarazioni di Ruby e consentivano di affermare che “al momento della pubblicazione della notizia le indagini dunque erano già ad uno stadio successivo e gli accertamenti esperiti sulle utenze della d’Urso ne avevano già escluso la presenza ad Arcore in concomitanza con la presenza di El Mahroug Karima. Ne consegue che la notizia pubblicata dal quotidiano non può considerarsi veritiera».

Pertanto, in relazione a tutte le notizie recentemente ripubblicate, Barbara d’Urso intraprenderà ulteriori iniziative legali intese alla tutela della propria reputazione e al risarcimento del grave danno subito. Inoltre diffida sin d’ora tutti gli organi di stampa dal ripubblicare notizie già documentalmente confutate e volutamente riproposte tramite una sapiente quanto maliziosa estrapolazione di stralci della motivazione che il Tribunale, a soli fini di ricostruzione storica delle contraddizioni della El Mahroug, ha riproposto in motivazione».

Alcuni siti, come quelli de il Fatto Quotidiano, l‘Espresso e GiustiiaMi, hanno pubblicato la motivazione della sentenza con cui il Tribunale di Milano, lo scorso giugno, ha condannato Silvio Berlusconi a sette anni di carcere per concussione e prostituzione minorile (sebbene il giudice Giulia Turri avesse negato alla stampa l’autorizzazione ad estrare una copia del documento in questione). Il caso riguarda la ormai famosa Ruby Rubacuori, all’anagrafe Karima El Mahroug, la marocchina, minorenne all’epoca dei fatti, le cui frequentazioni con il Cavaliere hanno innescato lo scandalo giudiziario ma anche politico.

Nella motivazione, a pagina 175, è riportata la testimonianza resa da Ruby che si riferisce a quanto sarebbe accaduto nel marzo 2010.

Dopo cena si siamo recati tutti in una sala del piano inferiore dove si è tenuto il bunga bunga. Io ero tranquilla in quanto sapevo che Lele Mora aveva garantito la mia estraneità a qualsiasi attenzione sessuale. Nel bunga bunga tutte le ragazze erano completamente nude ed alcune (Barbara d’Urso, la Carfagna, la Yespica, la Rodriguez, la Faggioli e altre che non ricordo) si masturbavano ed altre facevano contestualmente petting fra di loro (Marincea, Amanda Del Valle, anche la Rodriguez). Berlusconi vestito in maniera elegante (giacca e cravatta) era l’unico uomo presente ed assisteva; ad un certo punto ricordo di averlo visto intento a leccare i genitali di Sara Tommasi che so essere dedita all’assunzione di cocaina.

Il racconto prosegue. Ruby sostiene di essere rimasta a dormire ad Arcore “in una stanza prospiciente quella dove si ritirarono insieme il predetto Berlusconi, Belen Rodriguez, Nicole Minetti e Barbara Faggioli. Animata dalla curiosità poco dopo mi alzai per spiare all’interno della stanza la cui porta non era chiusa a chiave. Io l’aprii appena e potetti vedere la Minetti che praticava un rapporto orale a Berlusconi mentre lo stesso leccava i genitali della Rodriguez, mentre la Faggioli era intenta a ballare nuda”.

Per correttezza, segnaliamo che nella motivazione i giudici precisano che le dichiarazioni di Ruby (a pagina 180) “pur potendo essere poste legittimamente a fondamento dell’affermazione di penale responsabilità dell’imputato, non sono assistite da alcuna presunzione di credibilità, soprattutto quando, nella specie, la dichiarante abbia reso diverse versioni nel tempo in contrasto tra loro”. Infatti – si legge ancora – “l’attendibilità soggettiva della El Mahroug si scontra, in alcuni casi, con reiterate enfatizzazioni o con le sovrapposizioni di particolari di contorno non riscontrati e, in altri casi, con dettagli non veritieri”.

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