A quasi 4 anni dalla morte, si torna a parlare di Brittany Murphy. Angelo Bertolotti, il padre dell’attrice, ufficialmente scomparsa in seguito a delle complicazioni causate da una polmonite, è riuscito a far esaminare alcuni resti organici della figlia – fra cui capelli, pelle e sangue – nella speranza di scoprire la vera causa dietro il decesso della figlia e del marito, il regista inglese Simon Monjack, morto anche lui per cause naturali appena 5 mesi dopo la moglie.

A giudicare dai risultati dei test tossicologici effetuati, l’intuizione paterna si è rivelata vincente (per quanto si possa vincere in una situazione del genere). Gli esami in laboratorio hanno svelato un’alta concentrazione di 10 metalli pesanti, ben oltre la soglia di guardia stabilita dall’Organizzazione mondiale della sanità.

L’ipotesi avanzata nel referto che accompagna i risultati è quella di avvelenamento per mano di terzi, a meno che non si escluda l’improbabile coincidenza che moglie e marito siano rimasti intossicati a 5 mesi di distanza l’una dall’altro. Già nel 2011 era stata avanzata l’ipotesi di un’intossicazione causata da una muffa della casa in cui la coppia risiedeva, ma allora si trattavano soltanto di voci.

Oggi ci sono dei numeri da tenere in conto, ma spetterà alle autorità decidere se riaprire il caso alla luce di queste nuove rivelazioni.

Via | Examiner

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