Update: Qui potete trovare i video dell’intervista integrale di Ruby Rubacuori, a Kalispera

Con anello di fidanzamento e braccialetto, Ruby Rubacuori è stata intervistata da Alfonso Signorini nel programma ‘Kalispera’. Come prima cosa spiega il perchè abbia scelto quel nome e di come preferisca il suo, Karima El Mahroug:

“Il nome Ruby l’avevo scelto da giovane, perchè avevo letto un libro di cui avevano fatto una telenovela. Era una ragazza molto intelligente, ambiziosa nonostante le sofferenze in famiglia. Lei è andata contro tutto e tutti pur di andare avanti con i suoi desideri”

La ragazza, appena diciottenne, racconta la sua infanzia, le violenze subite dai genitori e la sua ribellione che l’ha portata a prendere le distanze dall’essere musulmana:

“Io arrivo dal Marocco. Ricordo tutto, un paese bellissimo senza però con una cultura che mi apparteneva. Non accettavo la differenza tra le donne e gli uomini. Volevo imparare a nuotare e non sono mai riuscita. Inizialmente vivevo con mia nonna, mia madre lavorava lontano da Marrakech, era cuoca. Il primo gesto di ribellione non è mai successo in Marocco ma in Italia. Sono arrivata in Italia con mia madre, a nove anni, perchè mio padre lavorava in questo paese per una concessionaria, la Fiat, a Torino. In Marocco veniva pochissimo a trovarmi, allora vedevo il lato positivo e avevo la speranza di poter essere in Italia, vicino a lui. Mi ricordo che, da piccola, non potevo sciogliere i capelli perchè segno di sensualità: quando è venuto a trovarmi mia aveva fatto slegare i capelli e mettere il kajal negli occhi. Per me è stata un’emozione. All’età di 9 anni, sono stata violentata da due zii, i fratelli di mio padre. Ce ne siamo andate, l’ho detto a mia madre e lei mi ha detto ‘Stai zitta, perchè ora non sei vergine e tuo padre uccide te’. Non accettavo che mia madre non mi avesse protetto. Speravo che venendo in Italia mio padre mi avrebbe protetto. Non gliel’ho raccontato, non avevo la forza di farlo. Ho scelto di non parlare e sono rimasta in silenzio ed è durato fino a un mese fa, quando ho deciso di parlare con il mio ragazzo attuale. Avevo paura di perderlo, dicendoglielo. Ho iniziato a costruire un’esistenza parallela alla mia reale pur di sfuggire alla mia vera vita, volevo mostrarmi la donna forte che non ero”

Ruby continua il suo racconto:


” Mi piaceva raccontare quello che vedevo e immaginavo: ogni persona prova invidia per le mancanze che ha avuto nella vita. L’ho provata per una ragazza che ha due genitori che le vogliono bene, prendere il gelato con la sua famiglia. E così inventavo una vita che mi sarebbe piaciuta avere. Dal 9 ai 12 anni ho cercato di costruire l’immagine ideale di due genitori che volevano solo il mio bene. Ho iniziato a frequentare di nascosto il catechismo, in Sicilia, perchè i miei genitori erano musulmani. Quando ho chiesto il cambio di religione, mio padre mi ha buttato addosso una padella di olio bollente. Per tre mesi non voleva che andassi a scuola perchè traviata dai miei compagni: ‘Se i professori ti venissero a cercare, devi dire che sei tu a non voler andare a scuola’. Sono andata in istituto da sola per dire che volevo andare a scuola e gli insegnanti hanno riferito ai miei genitori che era obbligatorio e sono tornata. Mia madre è una tipica donna ignorante araba: meglio avere un padre bastardo che non avercelo

Ruby ricorda poi il suo primo atto illegale, un furto quando aveva appena 12 anni.:

“Ho sette fratelli ma non li ho più vissuti perchè non sono più tornata in Marocco. Fino ai 12 anni sono andata a scuola e poi mio padre mi ha cacciata di casa. Sono uscita di casa e non parlando bene italiano, mi ero trovato in un bar e ho trovato una borsa con macchina fotografica cellulari e circa 200 euro. Ho preso il suo codice fiscale e 50 euro. Sono andata vicino a casa e ho sotterrato la borsa: mi ero finta una ragazza di 19 anni. Mi sono trovata la macchina dei carabinieri (da qui il sogno di fare quel mestiere seguivo i serial tv italiani in Marocco), gli ho fatto vedere dove era la borsa sotterrata. Ho fatto altre cavolate, la mia paura era quella di come avvicinarmi e a chi avvicinarmi, raccontando la vita parallela, che avevo 18 anni e che i miei genitori erano in un’altra città”

Signorini non perde l’occasione per sottolineare come questa esistenza paralleli possa gettare una prospettiva diversa su quello che riguarda lo scandalo che ha avvolto l’Italia. Mi chiedo il perchè, visto che le intercettazioni non sono comunque fantasia di Ruby…

“Ho bruciato molte tappe. Ho sempre desiderato essere la donna grande, di non avere bisogno di genitori o comunità. Vorrei tornare all’età di due anni, senza avere nessuna preoccupazione. L’avere scelto un paese come l’Italia che, visto da fuori, è tutto oro e sembra libero, senza giudizi e pregiudizi. Amo questo Paese e volevo essere adottata e non additata (…)Ho sognato di entrare nel mondo dello spettacolo. Io volevo entrare per un facile guadagno. Non avendo consigli e mezzi, sono andata in agenzia sbagliate, ho fatto la cubista. Una italiana che lo fa è una cubista se lo faccio io, in questo scandalo, sono guardata come una troiona.

ruby rubacuori kalispera

Karima ricorda anche di aver tentato a fare la prostituta, senza successo:

“Ho provato a fare la prostituta ma puttane ci si nasce e non si diventa, me lo diceva anche mia madre. Avevo conosciuto una ragazza che mi aveva portato a fare questo lavoro per 1000 euro. Ero al Four Seasons, dovevo salire in ascensore e salire al piano indicato, essendo minorenne. Sono arrivata nella stanza, mi sono spogliata in reggiseno e mutande. Quando si è avvicinato mi sono messa ad urlare, lui ha capito che era la prima volta e mi ha dato i 1000 euro senza fare niente”

E dopo questo racconto da drammatico romanzo popolare, ecco l’argomento clou: la conoscenza con Silvio Berlusconi. Non è chiaro come sia entrata in contatto, parla di un’amica che l’ha portata lì, nella casa del Premier. Attenzione quindi, se domani vi invitano a cena perchè potreste trovarvi ovunque…

“Ho conosciuto Silvio Berlusconi il 14 febbraio 2010. Mi ero lasciata da poco e questa mia amica mi ha proposto di fare una cena: io pensavo fosse come ragazza immagine. Mi sono vestita con un tailleur grigio, mi è venuta a prendere in taxi e siamo arrivati davanti a questo palazzo. Mi ha detto ‘Siamo a casa del Presidente’. Quando l’ho vista ero inizialmente timida e poi mi sono lasciata andare. Ho detto che ero Ruby e che avevo 24 anni. Mi sono trovata davanti un uomo interessato ad ascoltarmi, senza essere obbligato o pagato a farlo. Ha voluto sentire la mia storia, gliel’ho raccontata in sincerità (tranne per il paese e i dati anagrafici). Non gli ho detto che ero la nipote di Mubarak. Ho scoperto anche io dai giornali che aveva detto che ero la nipote di Mubarak. Non ho avuto alcuna avance sessuale da parte del Presidente: la serata era tranquilla, una cena normale, era ospitale, simpatico e cercava di metterti a tuo agio. Cena tricolore con Apicella che suonava e Berlusconi che raccontava barzellette. C’erano delle ragazze e anche Emilio Fede. Me ne sono andata appena terminata la cena, ero stanca. Prima di andare mi ha chiamata nel suo ufficio e mi ha dato una busta con 7.000 euro. L’ho aperta in macchina, non immaginavo mai di poter vedere una simile somma tutta insieme”

E le famigerate intercettazioni telefoniche in cui dice di voler chiedere 5 milioni di euro per il silenzio?

“Vorrei poter mettere in discussione quello detto dai Pm ma non sono ancora stata chiamata. Dopo tutti gli articoli, non so più quello che è vero o no. Non posso aver detto una frase del genere, io non difendo nessuno, tranne me stessa. Mi trovo ad essere chiamata escort. Tantissime ragazze che mi scrivono cose offensive e mi chiedo perchè insultarmi così: loro non hanno mai passato momenti difficili? Dopo il 27 maggio non l’ho più visto. Non ricordo quante volte ci sono stata, ma poche. Non mi risulta di essere stata 3 sere di fila, non capisco. Voglio vedere e sentire le intercettazioni. Alcune cose non mi tornano. Mi trovo in una situazione in cui non si sa dove sia la verità, vengono messi tutti in discussione. Bisogna accertarsi anche sui Pm: macchiare il nome di una ragazza ci si mette un secondo. Ho avuto altri regali da Silvio, una collana. Dal 27 maggio della serata in Questura non l’ho più visto e sentito. Lo stimo come persone e gli sarò riconoscente a vita: nella mia vita nessuno mi ha dato qualcosa senza un tornaconto e lui l’ha fatto. Non mi ah toccato con un dito. Perchè vedere il brutto dove il brutto non c’è? Non immagino un futuro nel mondo dello spettacolo: voglio sposarmi con Luca

Foto | Via TvBlog

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