Barbara d’Urso ci sta regalando in questi giorni un’avvincente e soprattutto oggettiva (?) inchiesta sul polverone che ha travolto Gabriele Paolini, il “disturbatore” tv arrestato per sfruttamento della prostituzione minorile. Dopo le accuse, l’uomo, trentanove anni compiuti, è stato rinnegato da molti suoi amici. Da molti ma non da Sara Tommasi. La showgirl che in un recente passato si era data al porno ma che oggi si dice sulla via della redenzione, non ha abbandonato Paolini, cercando delle giustificazioni per l’assurdo comportamento del suo compagno di set a luci rosse.

Durante un’intervista esclusiva a Pomeriggio 5 (e dove se no?), l’ex Schedina di Quelli che il Calcio ha parlato del suo amico Gabriele, svelando che il nostro soffrirebbe dello stesso disturbo da cui anche lei era affetta nel periodo più buio della sua vita: la depressione bipolare. Ecco come la showgirl ha argomentato le sue affermazioni:

Gabriele è sempre stato strambo, cambiava umore di continuo e si spogliava spesso in luoghi pubblici. Ci conosciamo da circa due anni, abbiamo fatto dei lavori insieme quando io non stavo bene. Ma posso dire che, secondo me, anche lui soffre del disturbo bipolare, lo stesso problema che ho avuto io, quindi so bene di che si tratta. A questa sua malattia ricollego anche l’urgenza di spogliarsi ripetutamente, proprio perché ci sono passata.

Sara, incalzata dalle domande della giornalista Videonews che le chiede se sapesse qualcosa della famigerata cantina in cui Paolini avrebbe filmato le sue “vittime” minorenni, spiega il motivo per cui il suo amico si sarebbe avvicinato al mondo del porno e cerca di trovare delle giustificazioni per il suo comportamento:

Lui voleva lavorare e pensava di avere un futuro nel mondo dell’hard. Sapevo che si era messo in proprio e che produceva del materiale da sé ma non ho mai saputo cosa facesse di preciso. Quello che so per certo è la sua omosessualità e gli abusi che ha subito da bambino. Se davvero verrà provato che ha fatto quello per cui è accusato, io posso solo dire che sicuramente non ha agito in uno stato di lucidità mentale. Ciò non lo giustifica, naturalmente, ma è un fatto che va preso in considerazione.

Questa storia sta assumendo contorni sempre più tristi. Beh, tutto grasso che cola per Barbarella nostra, purtroppo.

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