Ennio Fantastichini è in scena al Teatro Franco Parenti di Milano con Beniamino, spettacolo scritto da Steve J. Spears. L’attore interpreta il ruolo di un professore che si innamora di un allievo dodicenne. Quale miglior occasione giornalistica per carpigli il suo rapporto con l’omosessualità? Fantastichini, peraltro, ha già interpretato il ruolo di un omosessuale in Saturno contro, mentre in Mine vaganti era il padre omofobo di due gay (entrambi i film sono stati girati da Ferzan Opzetek).

Intervistato da Vanity Fair, Fantastichini prova a distinguere il tema della pedofilia da quello dell’omosessualità, anche se alla fine gli vengono poste domande mischiate su entrambe le cose. Lui stesso è stato vittima di molestie sessuali da piccolo:

“Io a 12 anni ho subito molestie, ma ho reagito. Successe all’oratorio, con un prete di passaggio. Credo che altri abbiano invece ceduto. D’altra parte la sessualità è naturale: come fanno i preti a praticare l’astinenza? Nel caso di Beniamino, il mio personaggio è come una vecchia mamma, solo e disperato. E il ragazzo è un piccolo mostro, che di questo amore si approfitta. Io sono la vittima sacrificale, giudicato colpevole anche se non l’ho mai toccato. L’anno scorso ho fatto una lettura della Muta di Landolfi, su un pedofilo che ha ucciso una ragazzina e racconta l’impossibilità di resistere. Ho un figlio di 16 anni, Lorenzo, e il tema mi tocca”.

L’attore ha ammesso anche di aver avuto esperienze gay:

“Poi ho ricevuto un po’ di avance maschili. Mi toccavano, dicevano: vieni a dormire da me. Il fatto è che nell’innocenza di quegli anni ero un po’ imbarazzato a essere duro, a dire ciò che non mi piaceva. Magari quello era un regista, come un colombiano che era innamorato perso, allungava la mano e dovevo riuscire a sottrarmi con gentilezza. Come tutti, qualche esperienza l’ho avuta. Per la mia generazione dire di no era borghese, dovevi essere disponibile dal punto di vista mentale, ma quelle 2-3 volte che è successo non mi sono trovato”.

Fantastichini è sempre stato contrario ai pregiudizi:

“Mi ricordo mio padre, maresciallo dei carabinieri, che quando morì Pasolini disse: ‘Meno male che l’hanno ucciso questo frocio di merda’. Mi arrabbiai moltissimo, a 15 anni me ne andai di casa. Poi l’ho perdonato, era ignoranza. Mia madre era molto aperta, le confidavo tutto. A 13 anni, dopo che avevo fatto l’amore con la mia ragazza, ci portava il caffè a letto”.

Infine, un aneddoto di quando ha fatto il bagno nudo con un noto attore:

“Gian Maria Volontè aveva in giardino una pozza di acqua gelida, mi faceva spogliare e lì dentro passavamo ore a chiacchierare nudi, bere, tirare coca. Le donne a un certo punto ci chiamavano, ma noi andavamo a nasconderci dietro la lavatrice dove ci aspettava una bottiglia di vodka e uscivamo alle sei di mattino”.

Peccato che, dopo una vita spericolata, a Fantastichini non sia rimasto molto in tasca:

“Quanto prenderò io di pensione? 1240 euro al mese. A volte mi dico: sei un fallito di merda”.

Ma certe interviste non sono un po’ autolesioniste?

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